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	<title>Racconti Archivi - Aesseresinceri</title>
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		<title>L’Effetto Rachel Green: i danni delle romcom</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 May 2023 09:33:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti sinceri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Rachel Green, commedie romantiche e altre cose importantissime</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.aesseresinceri.it/effetto-rachel-green/">L’Effetto Rachel Green: i danni delle romcom</a> proviene da <a href="https://www.aesseresinceri.it">Aesseresinceri</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>L&#8217;Effetto Rachel Green è un fenomeno scientifico che ho individuato in molte commedie romantiche: ecco in cosa consiste</h2>
<p align="left">Tutti ti mettono in guardia dai <strong>pericoli dei film Disney</strong>. “Non funziona così nella vita vera, te la devi cavare da sola senza nessun principe azzurro che venga a salvarti!”. Ti mettono in guardia dagli effetti nefasti di certe commedie romantiche. “Non funziona così nella vita vera, te la devi cavare da sola senza nessun principe azzurro che venga a salvarti!”. Ti mettono in guardia persino dai porno. “Il sesso non funziona così nella vita vera!”.</p>
<p align="left">E guardate che <strong>io sono d’accordo</strong>: queste convinzioni sono figlie di una matrice contemporanea e femminista che mi appartiene. Mi sta più che bene non essere salvata da principi azzurri e non dover sottostare a estenuanti sessioni amorose in posizioni che alla lunga sembrano alquanto scomode (senza parlare di quei porno che degradano il ruolo della donna, ma ne parleremo un’altra volta), non è questo il problema.</p>
<p align="left">Il punto è che c’è un altro messaggio subliminale e persistente da cui in pochi ti mettono in guardia e che è strisciato dai film e i libri fino a germogliare rigoglioso nella mia povera testolina, ossia che ognuno in fondo è speciale e talentuoso, anche se non lo sa… <strong>anzi, soprattutto se non lo sa!</strong> Più il mondo gli dice il contrario, più lo sventurato protagonista vedrà riconosciuti i suoi meriti semi-nascosti, alla fine della storia. Per comodità lo chiamo <strong>l’Effetto Rachel Green</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/05/rachel-green.webp" /></p>
<p align="left">Sì, parlo della Rachel Green di Friends, quella interpretata da <strong>Jennifer Aniston</strong>. Le voglio bene ed è diventata il mio personaggio preferito a una seconda visione della serie TV, spodestando Monica dal trono; ma questo non significa che non sia arrabbiata con lei. Pensateci su: all’inizio di Friends Rachel è davvero messa male in arnese. Ha appena lasciato il suo promesso sposo all’altare, è viziata e inconcludente, finisce a fare la cameriera ma è un totale disastro.</p>
<p align="left">Eppure da un giorno all’altro, grazie a un incontro fortuito, quella gran culo di Rachel inizia a lavorare da Ralph Lauren dove intraprende una fulgida carriera basata sul suo occhio naturalmente visionario per la moda. E negli ultimi tempi ho visto questo meccanismo anche in molti altri film, come <strong>Non è romantico?, Come far perdere la testa al capo (di cui parlo anche <a href="https://www.aesseresinceri.it/ornella-vanoni-e-orietta-berti/" target="_blank" rel="noopener">qui</a>), Gente que viene y bah</strong>, le cui trame mescolano sapientemente il genere rosa con percorsi di realizzazione personale della protagonista.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/05/Come-far-perdere-la-testa-al-capo.webp" /></p>
<p align="left">Perché adesso l<strong>a strada per la felicità è ostacolata anche da un lavoro</strong> all’interno dell’ambito che la nostra eroina ha sempre agognato ma che non la soddisfa pienamente, vuoi perché il capo è uno stronzo, vuoi perché si trova in un’azienda obsoleta rispetto alla sua visione innovativa, vuoi perché è bloccata in un ruolo che non rende giustizia al suo potenziale che perciò rimane inespresso (potenziale enorme ma di cui lei non è pienamente conscia, a differenza del suo migliore amico/sorella che la sprona sempre).</p>
<p align="left">Ovviamente il film si conclude con la protagonista che, dopo varie peripezie, angosce e delusioni, a) si fidanza, b) grazie a un’idea che le è piovuta in testa per puro caso mentre si destreggiava tra gli affari di cuore ottiene un nuovo lavoro, nel quale manco a dirlo è finalmente apprezzata per <strong>il suo genio ormai visibile agli occhi di tutti </strong>(variazione sul tema: rimane nell’ufficio dove stava prima ma il suo capo stronzo è stato licenziato in quanto tale e lei prende il suo posto, dando l’avvio a un applaudito processo di rimodernamento).</p>
<p align="left">È palese ormai che sempre più commedie romantiche, in ordine di sopravvivere, abbiano continuato sulla strada tracciata da Friends <strong>andando oltre i propri cliché amorosi</strong>, pur conservando la natura illusoria per la quale hanno raggiunto il successo: se prima infatti si concludevano con “e vissero tutti felici e contenti”, ora recitano “e vissero tutti felici e contenti e con un ottimo lavoro”. Prima non è che le protagoniste delle rom-com non avessero un lavoro, solo che era una sfera marginale della trama, un accessorio che non diventava parte delle barriere che dovevano superare per poter essere pienamente realizzate.</p>
<p align="left">Con tutta probabilità si è deciso che questo genere di film doveva essere al passo coi tempi e quindi accompagnare l’evoluzione della <strong>giovane donna millennial</strong> (che odio questa parola, ma ci scommetto le chiappe che in qualche ufficio losangelino hanno presentato così il panel dedicato a questo nuovo corso cinematografico), dando maggiore spazio alla sua autodeterminazione nel campo lavorativo; non è politicamente corretto né moderno dar vita a una protagonista femminile che per tutto il film cerca solo di coronare il proprio sogno d’amore.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/05/Il-matrimonio-del-mio-migliore-amico.jpg" /></p>
<p align="left">Immagino quindi gli sceneggiatori dietro a queste storie darsi delle pacche sulle spalle e dirsi <strong>“uè ma come siamo verosimili e femministi”</strong>, beh no, non lo siete. Avete solo costruito un altro oggetto di desiderio tanto facile da bramare quanto difficile da raggiungere nella vita reale, brutti idioti. Ci chiedono infatti di identificarci con la protagonista del film, suggerendo che ognuno di noi è un fiocco di neve speciale e talentuoso in una maniera assolutamente spontanea, e altrettanto spontaneamente ci verranno riconosciuti i meriti per questo.</p>
<p align="left">Peccato che si possa anche nascere con un talento incorporato, solo che nella stragrande maggioranza dei casi <strong>va assistito, e curato, e nutrito</strong>. Proprio come l’ispirazione; sì, è tanto romantico pensare di sedersi davanti al computer, che so, per poi scrivere dal nulla e in breve tempo il grande capolavoro del 21esimo secolo… ma la verità, temo, è che i capolavori richiedono anche grande fatica, e non solo una predisposizione naturale venata di genialità.</p>
<p align="left">Però nei momenti difficili, quando penso di essere una povera scema incapace, allora mi trastullo sognando di essere anche io come le ragazze dei film descritti. Magari anche io ho del talento in procinto di sbocciare ma non ne sono ben consapevole, così come non lo sono gli altri che mi circondano, e che magari devo solo aspettare e avrò dei grandi riconoscimenti fortuiti, <strong>e poi arriverà anche Tom Cruise</strong> a dirmi “Stasera, per il nostro progetto, per la nostra società è stata una serata molto importante. Ma non era completa. Perché non potevo condividerla con te. Non sentivo la tua voce e non potevo ridere insieme a te. Mi manca mia moglie. Viviamo in un mondo cinico. E lavoriamo in un ambiente di persone fortemente competitive. Io ti amo. Tu, tu mi completi”.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/05/Jerry-Maguire.jpg" /></p>
<p align="left">Ah! Maledette commedie romantiche, i danni che ci avete fatto. Eppure starò sempre lì, pronta a vedermene una su Netflix col gelato davanti, <strong>come nei cliché più spudorati sul tema</strong> (e sempre capace di separare la realtà dalla fantasia e di incazzarmi con Rachel Green pur vedendola come somma arbiter elegantiae, ça va? E poi Tom Cruise nemmeno mi piace, è un fanatico di Scientology).</p>
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		<title>Voglio poter essere Ornella Vanoni e Orietta Berti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Feb 2023 09:34:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti sinceri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>"Voglio poter essere Ornella Vanoni e Orietta Berti": lo so, che razza di titolo eh? Nel post mi spiego meglio, promesso</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.aesseresinceri.it/ornella-vanoni-e-orietta-berti/">Voglio poter essere Ornella Vanoni e Orietta Berti</a> proviene da <a href="https://www.aesseresinceri.it">Aesseresinceri</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>&#8220;Voglio poter essere Ornella Vanoni e Orietta Berti&#8221;: lo so, che razza di titolo eh? Super SEO-friendly, oltretutto. Ora mi spiego, promesso</h2>
<p align="left">Anche se mi ronzava in testa già da un po’, l’idea per questo post ha preso davvero forma grazie a due visioni differenti ma rivelatesi complementari.</p>
<p align="left">La prima è una <strong>puntata di Techetechetè</strong> incentrata su Orietta Berti, in cui ho scoperto che Orietta ha sfornato diverse hit oltre a Finché la barca va, e che è stata spesso derisa dalla stampa per il suo aspetto salubre da contadina romagnola. Si facevano, inoltre, continui paragoni tra lei e le colleghe considerate più cool e attraenti, come Mina od Ornella Vanoni: ad esempio nella puntata hanno fatto vedere uno spezzone sgradevole dove un giornalista incalzava Orietta, chiedendole perché, secondo lei, gli uomini le preferissero Ornella Vanoni (nel mentre immaginatemi seduta sul divano a strepitare “Orietta ma sputagli in un occhio a questo!!!”).</p>
<p align="left"><strong>Conclusione:</strong> avvenenza &gt; semplicità</p>
<p align="left">La seconda visione invece è quella del film <strong>Come far perdere la testa al capo</strong>, di cui parlo anche in <a href="https://www.aesseresinceri.it/effetto-rachel-green/" target="_blank" rel="noopener">questo post</a>. Qui il protagonista maschile sta con una modella dipinta come noiosa e insipida. La porta a un ristorante esclusivo, gesto di cui la modella è super felice, ma il tizio non fa che sognare il momento in cui ha mangiato una pizza seduto per terra con l’altra protagonista del film, una ragazza goffa ma carina e alla mano. Ovviamente nel finale il nostro si fidanza con quest’ultima.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/05/Come-far-perdere-la-testa-al-capo.webp" /></p>
<p align="left"><strong>Conclusione:</strong> semplicità &gt; avvenenza</p>
<p align="left">Allora, io mi sono rotta. Perché in entrambi i case study (madonna se me la sento calda) secondo me c’è un’immagine della donna di come deve essere. E non solo: di come deve essere per risultare giusta, e finanche per piacere agli uomini. <strong>L’ideale supremo, ovviamente, sarebbe di coniugare i due aspetti</strong> (semplicità e avvenenza) ed essere quindi una modella che però posta le foto del cheeseburger che si è appena mangiata, magari mettendo anche come didascalia “Vegano stammi lontano!”. Jackpot.</p>
<p align="left">E mica lo dico solo io. C’è un discorso simile anche nel libro e nel film <strong>Gone Girl</strong>: “Gli uomini dicono sempre così no? Il complimento assoluto: è una strafica! La strafica è sexy. La strafica è divertente […] se lui vuole, lei sarà una sciacquetta che parla di football e mangia ali di pollo al fast food.”.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/05/gone-girl-lamore-bugiardo-film.png" /></p>
<p align="left">Idea che poi è perpetrata dalle donne stesse. Basta pensare a pagine Facebook come <strong>Alpha Woman</strong>, i cui meme dileggiano le attività considerate femminili (mettersi lo smalto, fare shopping) per esaltare invece il ruttare, il mangiare tanto e soprattutto grasso, eccetera eccetera. Nei meme di Alpha Woman si rintraccia la convinzione che queste qualità, essendo ritenute maschili, <strong>sono intransitivamente più apprezzabili</strong>. Dunque se una donna se ne appropria verrà stimata. “Mangi quanto me! Sei una grande! Non sei come le altre ragazze che ho conosciuto!”. Quello che dico io è: se rutti o ami le costolette non c’è niente di cui vantarsi; ma nemmeno niente di cui vergognarsi. È una cosa normale. Ci vantiamo forse di respirare? Non mi sembra.</p>
<p align="left">E soprattutto, se rutti, se imprechi, non dovresti farlo perché è “da maschi”. Lo fai perché ti va, <strong>perché è un tratto della tua personalità</strong>. Così come se mi va parlo di trucchi o magari sto attenta a quello che mangio, senza che per questo debba essere considerata noiosa o una mammoletta. Se mi va posso essere la ragazza che mangia pizza seduta per terra, e al tempo stesso essere felice di andare in un ristorante chic. Se mi va un giorno voglio poter essere Ornella Vanoni, e quello dopo essere Orietta Berti (magari senza la sua predilezione per <a href="https://www.ilmessaggero.it/primopiano/politica/orietta_berti_pd_luigi_di_maio-3481721.html" target="_blank" rel="noopener">una certa persona</a>).</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.aesseresinceri.it/ornella-vanoni-e-orietta-berti/">Voglio poter essere Ornella Vanoni e Orietta Berti</a> proviene da <a href="https://www.aesseresinceri.it">Aesseresinceri</a>.</p>
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