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	<title>Viaggi Archivi - Aesseresinceri</title>
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		<title>Cosa fare gratis a Parigi? Consigli per un weekend lungo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Aug 2024 12:24:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giri sinceri]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Parigi e gratis: queste due parole possono esistere nella stessa frase? Scopriamolo insieme!</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.aesseresinceri.it/cosa-fare-gratis-parigi-cosa-vedere/">Cosa fare gratis a Parigi? Consigli per un weekend lungo</a> proviene da <a href="https://www.aesseresinceri.it">Aesseresinceri</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ebbene sì, sono tornata per l&#8217;ennesima volta a <a href="https://www.aesseresinceri.it/parigi-insolita/">Parigi</a>! Che ci posso fare, insieme a <a href="https://www.aesseresinceri.it/cose-da-fare-berlino-4-giorni/">Berlino</a> è una delle città <strong>europee</strong> che preferisco e in cui mi trovo particolarmente a mio agio. Tanto a mio agio che stavolta ho deciso di andarci da sola: avevo voglia di mettermi alla prova ma senza esagerare che qui soffriamo comunque di ansietta e bruciori di stomaco, quindi per <strong>il mio primo viaggio in solitaria</strong> ho un po&#8217; barato scegliendo una città che conoscevo abbastanza bene.</p>
<p>Com&#8217;è andata? Ho dei consigli da dare per chi vuole approcciarsi a un viaggio da sol*? Assolutamente no. Io sono stata bene durante il giorno, ma la sera a letto mi fioccavano in mente pensieri del genere: &#8220;E se ora mi viene un attacco di appendicite e sto male in un paese straniero? Non so nemmeno il francese! Cazzo! Ma perché ho deciso di partire da sola?&#8221;. Tutto nella norma, insomma. Per fortuna durante il giorno mi distraevo con <strong>dosi massicce di pain au chocolat</strong> e con<strong> il mio programma serrato di cose da vedere</strong>&#8230; per giunta tutte gratuite. Qui sotto ve ne parlo approfonditamente, che di sicuro mi viene meglio che dare consigli sui viaggi in solitaria!</p>
<h2>Cosa fare gratis a Parigi? 1° giorno</h2>
<p>Appena arrivata a Parigi mi sono buttata immediatamente al <strong>Musée de la Vie romantique</strong>, il quale fa parte dei numerosi <strong>musei gratis di Parigi</strong>. A proposito: ho scoperto che esiste un accordo di reciprocità tra Roma e la capitale francese, il quale consente a noi romani di visitare gratuitamente i musei della municipalità parigina presentando un documento d&#8217;identità (e viceversa i parigini possono visitare gratis diversi musei romani).</p>
<p>Torniamo al Musée de la Vie romantique: si trova nel cuore di Montmartre ed è quanto di più parigino si possa immaginare. Contiene infatti diverse opere e cimeli risalenti al <strong>periodo Romantico</strong>; in particolare, ospita molti ricordi di <strong>George Sand</strong> e del pittore <strong>Ary Scheffer</strong> (il quale visse proprio nella sede del museo) nonché un calco della mano destra di<strong> Chopin</strong>. Non voglio fare la bestia senza cultura, però devo dire che mi è piaciuto più l&#8217;esterno del museo piuttosto che il suo interno: è che si tratta di un edificio adorabile immerso nel verde, con una <strong>sala da tè</strong> ancora più adorabile. <strong>Ci possono perdere ore e ore a leggere, senza nessuno che ti rompa le scatole. </strong></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-1002 aligncenter" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2024/08/museo-vita-romantica-300x297.jpg" alt="museo vita romantica" width="300" height="297" srcset="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2024/08/museo-vita-romantica-300x297.jpg 300w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2024/08/museo-vita-romantica-1024x1013.jpg 1024w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2024/08/museo-vita-romantica-150x150.jpg 150w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2024/08/museo-vita-romantica-768x760.jpg 768w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2024/08/museo-vita-romantica-1536x1520.jpg 1536w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2024/08/museo-vita-romantica-100x100.jpg 100w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2024/08/museo-vita-romantica-455x450.jpg 455w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2024/08/museo-vita-romantica-120x120.jpg 120w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2024/08/museo-vita-romantica-1213x1200.jpg 1213w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2024/08/museo-vita-romantica.jpg 2048w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>A proposito di luoghi in cui nessuno ti rompe le scatole: sempre a Montmartre è possibile imboccare in una stradina nascosta e senza uscita, conosciuta come <strong>Villa Léandre</strong>, piena di villette dal tetto a punta con particolari affascinanti come battenti a forma di mano e giardini rigogliosi. Questo almeno da una parte della strada, perché dall&#8217;altro lato si trovano piccoli condomini più moderni ma altrettanto eleganti.</p>
<p>E a proposito di posti dove passare ore a leggere senza rotture: nel pomeriggio del mio primo giorno a Parigi ho fatto un salto anche nella magnifica, gloriosa <strong>BNF Richelieu</strong>, ossia la Biblioteca Nazionale di Francia. L&#8217;ingresso è gratuito e aperto a tutt* solo per quanto riguarda la <strong>Sala Ovale</strong>, ma fidatevi che basta e avanza: contiene libri e divani comodissimi a perdita d&#8217;occhio, il tutto sotto un soffitto che sembra provenire direttamente dall&#8217;Opéra Garnier o da Versailles.</p>
<p>Proprio di fronte alla BNF Richelieu c&#8217;è un&#8217;altra chicca, sempre gratuita: la <strong>Galerie Vivienne</strong>, un passaggio coperto raffinato e pieno zeppo di negozietti e bistrot pariginissimi.</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-1003 aligncenter" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2024/08/galerie-vivienne-300x225.jpg" alt="galerie vivienne" width="300" height="225" srcset="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2024/08/galerie-vivienne-300x225.jpg 300w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2024/08/galerie-vivienne-1024x768.jpg 1024w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2024/08/galerie-vivienne-768x576.jpg 768w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2024/08/galerie-vivienne-1536x1152.jpg 1536w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2024/08/galerie-vivienne-100x75.jpg 100w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2024/08/galerie-vivienne-600x450.jpg 600w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2024/08/galerie-vivienne-1600x1200.jpg 1600w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2024/08/galerie-vivienne.jpg 2000w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p><strong>Bonus mangereccio:</strong> ovviamente per il cibo ho dovuto cacciare fuori la grana, ma devo dire che ho sempre mangiato molto bene spendendo il giusto. Ad esempio, la sera del primo giorno ho cenato al <strong>Bistrot Victoires</strong>: se volete mangiare in pieno centro a Parigi gustando i piatti tipici della tradizione francese senza dare via un rene è perfetto. C&#8217;è sempre un po&#8217; di fila ma scorre, in più hanno il menu in italiano e sono rapidi e molto cortesi.</p>
<h2>Cosa vedere gratis a Parigi: 2° giorno</h2>
<p>Altro giorno, altro museo: sono andata a visitare la <strong>Maison Victor Hugo</strong> a Place des Vosges, dove il celebre scrittore visse dal 1832 al 1848. Quadri, memorabilia di Hugo e carte da parati pazze: ci si passa un&#8217;oretta davvero piacevole, tanto più se amate i suoi libri. E ovviamente anche qui c&#8217;è un cafè adorabile, come te sbagli?</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-1004 aligncenter" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2024/08/maison-victor-hugo-300x225.jpg" alt="maison victor hugo" width="300" height="225" srcset="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2024/08/maison-victor-hugo-300x225.jpg 300w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2024/08/maison-victor-hugo-1024x768.jpg 1024w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2024/08/maison-victor-hugo-768x576.jpg 768w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2024/08/maison-victor-hugo-1536x1152.jpg 1536w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2024/08/maison-victor-hugo-100x75.jpg 100w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2024/08/maison-victor-hugo-600x450.jpg 600w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2024/08/maison-victor-hugo-1600x1200.jpg 1600w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2024/08/maison-victor-hugo.jpg 2000w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Nel pomeriggio ho visitato un luogo iconico di Parigi, anche se al di fuori dei suoi sentieri più turistici: il <strong>Mercato delle pulci di Saint-Ouen</strong>, particolarmente famoso per<strong> l&#8217;oggettistica e i mobili</strong>. E che mobili! Avrei voluto comprare tutto, perché era pieno di mobili di design anni &#8217;60 e &#8217;70, ovvero quelli che preferisco ma sono troppo povera per comprare. Poco male, c&#8217;è da rifarsi gli occhi comunque: i proprietari dei vari stand, poi, sono davvero pittoreschi, sembrano usciti da un film francese noir (e hanno un sacco di cani pittoreschi quanto loro). Ci sono anche dei locali mangerecci dall&#8217;aspetto interessante che inframmezzano questo vero e proprio <strong>labirinto di antiquariato</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1005 aligncenter" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2024/08/saint-ouen-300x225.jpg" alt="saint ouen" width="300" height="225" srcset="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2024/08/saint-ouen-300x225.jpg 300w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2024/08/saint-ouen-1024x768.jpg 1024w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2024/08/saint-ouen-768x576.jpg 768w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2024/08/saint-ouen-1536x1152.jpg 1536w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2024/08/saint-ouen-100x75.jpg 100w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2024/08/saint-ouen-600x450.jpg 600w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2024/08/saint-ouen-1600x1200.jpg 1600w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2024/08/saint-ouen.jpg 2000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Non contenta, dopo sono anche andata a visitare il <strong>Petit Palais</strong>, in pieno centro a Parigi: incredibile ma vero, anche questo museo spettacolare, che ospita collezioni permanenti insieme a esibizioni temporanee, è&#8230; gratuito! E una volta ammirate tutte le opere è possibile fermarsi a riposare nel giardino interno.</p>
<p><strong>Bonus mangereccio:</strong> a Parigi bisogna per forza provare qualche cucina esotica, e stavolta mi sono buttata sul libanese. Per la precisione, ho mangiato da <strong>Assanabel</strong>, una catena elegantina che si trova in diverse zone della città. Staff cortesissimo, cibo delizioso e locale confortevole: per me un grande sì.</p>
<h2>Cosa fare a Parigi gratis: 3° giorno</h2>
<p>Altro giorno, altra biblioteca scenografica ma gratuita: è il turno della <strong>Bibliothèque Mazarine</strong>, la più antica biblioteca pubblica di Francia, situata nientepopodimeno che sul lungosenna. Una robetta insomma. Dopo questa tappa, sono passata a vedere la <strong>Cappella della Madonna della Medaglia Miracolosa</strong>, una chiesetta kitsch che sembra uscita da un film di Sofia Coppola. Hanno anche un negozio dove vendono delle medagliette carine e dei bagni gratuiti (perdoname madre por mi blasfemitas).</p>
<p>Dopo un breve passaggio davanti alla casa dove abitarono <strong>Serge Gainsbourg e Jane Birkin</strong>, mi sono dedicata al window shopping nei negozi che trovate dopo la foto.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1008 aligncenter" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2024/08/serge-gainsbourg-300x242.jpg" alt="serge gainsbourg" width="300" height="242" srcset="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2024/08/serge-gainsbourg-300x242.jpg 300w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2024/08/serge-gainsbourg-1024x825.jpg 1024w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2024/08/serge-gainsbourg-768x619.jpg 768w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2024/08/serge-gainsbourg-1536x1238.jpg 1536w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2024/08/serge-gainsbourg-100x81.jpg 100w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2024/08/serge-gainsbourg-559x450.jpg 559w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2024/08/serge-gainsbourg-1489x1200.jpg 1489w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2024/08/serge-gainsbourg.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p align="center">Casa di Serge e Jane</p>
<h3>Messy Nessy&#8217;s Cabinet</h3>
<p>Seguo da anni il <a href="https://www.instagram.com/messynessychic/">profilo IG di Messy Nessy Chic</a> (aka Vanessa Grall) per avere la mia dose quotidiana di Parigi insolita. Perciò, quando ho visto che aveva aperto un <strong>negozio dedicato a oggetti strani e curiosi</strong> mi ci sono fiondata. Ce n&#8217;è per tutti i gusti: Indovina Chi con i personaggi dei film di Wes Anderson, i libri di Messy Nessy dedicati a Parigi, bottigliette che contengono l&#8217;acqua della Senna (rigorosamente da tenere sigillate per non rischiare di prendere l&#8217;escherichia coli come gli atleti delle ultime Olimpiadi). E ho anche conosciuto Messy Nessy in persona: è stata proprio lei a raccontarmi del gemellaggio tra Roma e Parigi di cui sopra.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1006 aligncenter" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2024/08/messy-nessy-cabinet-300x215.jpg" alt="messy nessy cabinet" width="300" height="215" srcset="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2024/08/messy-nessy-cabinet-300x215.jpg 300w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2024/08/messy-nessy-cabinet-1024x735.jpg 1024w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2024/08/messy-nessy-cabinet-768x551.jpg 768w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2024/08/messy-nessy-cabinet-1536x1103.jpg 1536w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2024/08/messy-nessy-cabinet-100x72.jpg 100w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2024/08/messy-nessy-cabinet-627x450.jpg 627w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2024/08/messy-nessy-cabinet-1600x1148.jpg 1600w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2024/08/messy-nessy-cabinet.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<h3>Mariage Frères</h3>
<p>Semplicemente il <strong>tempio del tè a Parigi</strong>. Appena entri ti senti avvolgere da un profumo invitante e vorresti comprare tutte le scatole di tè che vedi, peccato che costino una scoppola. Poco male, perché puoi consolarti con una visita al piano superiore del negozio, dove c&#8217;è un piccolo museo dedicato alla storia del brand e del tè. Grazie di pensare anche a noi poveri, Mariage Frères!</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1007 aligncenter" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2024/08/mariage-freres-300x225.jpg" alt="mariage freres" width="300" height="225" srcset="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2024/08/mariage-freres-300x225.jpg 300w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2024/08/mariage-freres-1024x768.jpg 1024w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2024/08/mariage-freres-768x576.jpg 768w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2024/08/mariage-freres-1536x1152.jpg 1536w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2024/08/mariage-freres-100x75.jpg 100w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2024/08/mariage-freres-600x450.jpg 600w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2024/08/mariage-freres-1600x1200.jpg 1600w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2024/08/mariage-freres.jpg 2000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<h3>Sens Unique e Dover Street Parfums Market</h3>
<p>Da appassionata di profumi, non potevo lasciarmi scappare queste <strong>due chicche presenti nel Marais</strong>: negozi pieni di marchi di profumi mai visti e altri che volevo annusare da tempo. E soprattutto negozi con commessi che ti fanno annusare TUTTO. Ho tocchignato e odorato mille boccette senza che nessuno mi seguisse come un falco o mi trattasse con sufficienza. Alla faccia di chi parla sempre della puzza sotto al naso dei francesi.</p>
<p>Nella centralissima <strong>Rue Saint-Honoré</strong> si trovano invece diversi monomarca di profumi, come Byredo, Le Labo, Roger &amp; Gallet, L&#8217;Artisan Parfumeur e molti altri ancora. Anche lì potete annusare la qualunque in tutta tranquillità!</p>
<p><strong>Bonus mangereccio: </strong>per un pranzo o una merenda veloci quanto soddisfacenti andate in uno dei numerosi punti vendita di <strong>The French Bastards</strong>. Nonostante sia una catena fa dei prodotti davvero goduriosi e dalle dimensioni rilevanti: il pain au chocolat con la crema di mandorle è grande come la mia faccia. Dio, non mi fate parlare dei pain au chocolat che ora riprenoto un volo per Parigi!</p>
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		<title>Cose da fare a Berlino in 4 giorni: guida insolita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Sep 2023 16:13:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giri sinceri]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cose da fare a Berlino in 4 giorni: DDR Tour, musei particolari e buon cibo</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.aesseresinceri.it/cose-da-fare-berlino-4-giorni/">Cose da fare a Berlino in 4 giorni: guida insolita</a> proviene da <a href="https://www.aesseresinceri.it">Aesseresinceri</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Cose da fare a Berlino in 4 giorni: DDR Tour, musei particolari e buon cibo</h2>
<p>Ho avuto la fortuna di andare a Berlino 2 volte e quindi di espletare le visite ai monumenti più classici durante il mio primo viaggio. Così nella mia seconda visita nella capitale tedesca avevo voglia di scoprire tutte le cose che hanno reso <strong>Berlino iconica in vari film e serie TV</strong> che ho visto (i locali in riva al fiume! I flea market! I cinema di quartiere! Le DDR vibes! La drog&#8230; no quella no).</p>
<p>Per fortuna sono una collezionista di screenshot, una salvatrice ossessivo-compulsiva di post su Instagram, un&#8217;esploratrice di blog tematici e una compilatrice di file su Google drive e quindi erano anni &#8211; davvero, anni &#8211; che mi preparavo <strong>come un&#8217;atleta olimpica al mio secondo viaggio a Berlino</strong>. E a giudicare da quanto ho camminato ho fatto praticamente una maratona, quindi non sono così lontana dal paragone! Ma ora bando alle ciance e vediamo tutte le <strong>cose da fare a Berlino in 4 giorni</strong> &#8211; cose particolari, of course -.</p>
<h3>Cose da fare a Berlino in 4 giorni: DDR Tour</h3>
<p>Negli anni ho sviluppato una strana ossessione per <strong>l&#8217;epoca della DDR a Berlino</strong>, tanto che mi ero ripromessa che semmai fossi tornata nella capitale tedesca avrei dovuto fare un tour ispirato a quel periodo. Il terzo giorno del viaggio ci siamo così affidati a <a href="https://www.berlin-kombinat.com/">Berlin Kombinat Tour</a> e in particolare alla <strong>super guida Marta</strong>, con cui abbiamo esplorato alcune parti della città dove l&#8217;impronta della DDR è ancora presente. Inutile dire che la mattina del giro mi sono svegliata come se fosse Natale (sì, ho dei problemi).</p>
<p>Le aspettative erano quindi alte, ma poi Marta ha alzato ancora di più l&#8217;asticella: il suo lavoro da guida le ha permesso di farci un quadro ricco di dettagli riguardo alla vita nella DDR, mentre i suoi <strong>20 anni passati a Berlino</strong> le hanno consentito di spiegarci come si è evoluta la città in questo periodo di tempo, e soprattutto che aria tira oggi, come si vive davvero. Si tratta di informazioni difficili da reperire se si passano solo alcuni giorni in una città, perciò è stato bello capire qualcosa in più su Berlino, nel bene e nel male.</p>
<p>Passando al tour nel dettaglio, siamo partiti da Alexanderplatz dove abbiamo visitato l&#8217;ex casa dell&#8217;insegnante con il mosaico più grande d&#8217;Europa, insieme al <strong>cafè Moskau</strong> (dove si riunivano i capoccia della DDR, purtroppo non è visitabile) e al <strong>Kino international</strong>, cinema ancora attivo e per fortuna, dato che gli interni sono pazzeschi (nella sala del bar hanno girato alcune scene della<strong> serie TV Cleo </strong>di Netflix).</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-928 aligncenter" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230813_105454-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230813_105454-300x225.jpg 300w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230813_105454-1024x768.jpg 1024w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230813_105454-768x576.jpg 768w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230813_105454-1536x1152.jpg 1536w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230813_105454-2048x1536.jpg 2048w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230813_105454-100x75.jpg 100w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230813_105454-600x450.jpg 600w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230813_105454-1600x1200.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>E poi Marta ci ha portati al palazzo dove abita la madre di Daniel Brühl nel film cult <strong>Goodbye Lenin</strong>!!!!!! AAAA!!!! Ho reagito proprio così. Purtroppo non ho foto perché davanti stavano facendo dei lavori. D&#8217;altronde a Berlino fanno sempre dei lavori: il paradiso degli umarell.</p>
<p>Dopo abbiamo girato per <strong>Karl Marx Strasse</strong> (dove Marta mi ha indicato alcuni luoghi utilizzati per la serie TV <strong>La regina degli Scacchi</strong>!) e per la cosiddetta via dei Cosmonauti per avere altri assaggi di architettura DDR, culminati nella visita al <strong>quartiere di Marzahn</strong>, dove un villaggio con una fattoria coesiste con dei grattacieli infiniti.</p>
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<p>Il giro si è poi concluso con una puntata alla statua del politico e rivoluzionario tedesco <strong>Ernst Thaelmann</strong>, dalle potenti vibes comuniste (infatti in molti hanno provato a eliminarla, ma ancora resiste): la foto qui sotto non rende ma era davvero mastodontica.</p>
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<h3>Musei particolari a Berlino</h3>
<p>Sapevate che i tedeschi, e in particolar modo i berlinesi, amano alla follia <strong>Bud Spencer e David Hasselhoff</strong>, al punto da dedicargli dei musei? Che vi devo dire, ognuno ha i suoi gusti. Ammetto che del primo abbiamo visto solo il souvenir shop perché chiedevano 12 euro di biglietto, mentre il secondo è gratuito e si trova nel <strong>corridoio di un hotel</strong>: potete immaginare perciò che sia molto piccolo, ma vale la pena vederlo perché contiene dei memorabilia del grande David che hanno un valore kitsch che va oltre il suo essere fan o meno. C&#8217;è anche una petizione per cambiare il nome di una via berlinese e intitolarla al <strong>mitico The Hoff</strong>.</p>
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<p>Nella zona di <strong>Kreuzberg</strong> si trova invece il <strong>Museum of Things</strong>: un archivio incentrato sui prodotti culturali di massa prodotti nel 20esimo e nel 21esimo secolo. Si trova di tutto, da oggetti più classici a piccole chicche come i profumatori per wc di design di Alessi.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-934 aligncenter" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230814_163611-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230814_163611-300x225.jpg 300w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230814_163611-1024x768.jpg 1024w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230814_163611-768x576.jpg 768w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230814_163611-1536x1152.jpg 1536w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230814_163611-2048x1536.jpg 2048w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230814_163611-100x75.jpg 100w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230814_163611-600x450.jpg 600w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230814_163611-1600x1200.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Tra le <strong>cose da vedere a Berlino in 4 giorni</strong> abbiamo poi il <strong>Museo della Stasi</strong>, che consiglio a chi è ossessionat* dall&#8217;epoca della DDR come me (chiude sul presto, alle 18, tenetene conto se decidete di andarci). Quindi altri 4 gatti che hanno visto troppe volte i film <strong>Goodbye Lenin </strong>e<strong> Le vite degli altri</strong>, con tutta probabilità.</p>
<h3>I parchi di Berlino</h3>
<p style="text-align: left;">Tra le molte cose da fare a Berlino in 4 giorni consiglio di godersi almeno una parte della sua quantità enorme di parchi, parchetti e in generale spazi verdi, tutti ben tenuti e soprattutto vissuti. Uno dei primi che abbiamo visitato è il <strong>Preubenpark, meglio conosciuto come Thaipark</strong>: se capitate a Berlino nei weekend dei mesi da aprile a ottobre troverete una miriade di stand di cibo asiatico e in particolare thailandese, c&#8217;è davvero l&#8217;imbarazzo della scelta ed è tutto delizioso. Ci ho mangiato il migliore pad thai della mia vita, mentre il mio fidanzato ci ha mangiato&#8230; delle locuste (ha detto che sapevano più che altro di salsa di soia).</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-923 aligncenter" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230812_131955-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230812_131955-300x225.jpg 300w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230812_131955-1024x768.jpg 1024w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230812_131955-768x576.jpg 768w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230812_131955-1536x1152.jpg 1536w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230812_131955-2048x1536.jpg 2048w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230812_131955-100x75.jpg 100w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230812_131955-600x450.jpg 600w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230812_131955-1600x1200.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>La cosa migliore sarebbe di andarci attrezzati con un telo da picnic e addirittura dei contenitori dove farsi mettere il cibo, come ho visto fare a molti avventori. Altrimenti tutti i venditori ti fanno pagare un euro o due in più di cauzione relativo al piatto, che ti vengono restituiti se lo riporti indietro. In generale, è una cosa che fanno in molti locali di Berlino: c&#8217;è addirittura <strong>un servizio chiamato Recup</strong>, con un sito e una mappa che mostra tutti i posti che aderiscono a quest&#8217;iniziativa.</p>
<p>Un altro parco dove siamo stati è il <strong>Tempelhofer Park</strong>, un parco in cui prima sorgeva l&#8217;aeroporto di Berlino-Tempelhof. La gente va in bici dove un tempo c&#8217;era la pista di atterraggio, e si vede ancora la vecchia torre di controllo. In alcuni degli spazi verdi adibiti è possibile anche organizzare dei barbecue.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-926 aligncenter" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230812_150905-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230812_150905-300x225.jpg 300w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230812_150905-1024x768.jpg 1024w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230812_150905-768x576.jpg 768w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230812_150905-1536x1152.jpg 1536w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230812_150905-2048x1536.jpg 2048w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230812_150905-100x75.jpg 100w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230812_150905-600x450.jpg 600w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230812_150905-1600x1200.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Se invece amate i <strong>flea market</strong> come la sottoscritta e capitate a Berlino di domenica, dovete fare un salto al <strong>Mauerpark</strong>: organizzano un mercatino che, come sempre a Berlino, non è mai solo un mercatino e basta. Infatti era pieno di food truck di tutti i tipi, con cibo coreano, argentino, vietnamita eccetera, zone con musica techno a palla dove si ballava, stand con la classica roba da mercatino (vasi, fumetti, abiti vintage) ma anche stand di stilisti o artigiani locali che vendevano le loro creazioni. Noi per esempio non abbiamo resistito al richiamo delle stampe ispirate a film, serie TV e cibo di <a href="https://www.instagram.com/slakepaper/">Slakepaper</a>: spediscono ovunque, io ve lo dico.</p>
<p>I berlinesi di un tempo stavano in fissa con i monumenti ai caduti sovietici nella Seconda Guerra Mondiale: ce n&#8217;è uno al <strong>Tiergarten</strong>, il parco più grande e centrale della città, che però impallidisce al confronto di quello presente al <strong>Treptower Park</strong>, davvero imponente e suggestivo.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-935 aligncenter" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230815_101304-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230815_101304-300x225.jpg 300w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230815_101304-1024x768.jpg 1024w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230815_101304-768x576.jpg 768w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230815_101304-1536x1152.jpg 1536w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230815_101304-2048x1536.jpg 2048w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230815_101304-100x75.jpg 100w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230815_101304-600x450.jpg 600w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230815_101304-1600x1200.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Infine, l&#8217;ultimo spazio verde che vi consiglio è un po&#8217; particolare, dato che si trova in un cimitero: si tratta dell&#8217;<strong>Alter St.-Matthäus-Kirchhof</strong>, dove sono sepolti anche i fratelli Grimm. Come ho visto accadere spesso all&#8217;estero, anche in questo cimitero berlinese si respirava un&#8217;aria più da parco che da luogo funebre, grazie alle panchine disseminate in giro e grazie soprattutto al <strong>Café Finovo</strong>, un baretto simpaticissimo presente al suo interno.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-937 aligncenter" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230815_174624-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230815_174624-300x225.jpg 300w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230815_174624-1024x768.jpg 1024w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230815_174624-768x576.jpg 768w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230815_174624-1536x1152.jpg 1536w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230815_174624-2048x1536.jpg 2048w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230815_174624-100x75.jpg 100w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230815_174624-600x450.jpg 600w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230815_174624-1600x1200.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<h3>Pankow e Prenzlauer Berg</h3>
<p>Pankow è un distretto che comprende il <strong>quartiere Prenzlauer Berg</strong>, una sorta di Pigneto ma molto più cool. Oltre al citato Mauerpark con il suo flea market, altri posti interessanti da visitare sono la <strong>Kulturbrauerei</strong>, un ex birrificio con negozi, locali e un cinema, dove organizzano inoltre varie manifestazioni culturali e/o mangerecce. In zona consiglio anche di vedere l&#8217;architettura del <strong>Planetario</strong> e la <strong>Chiesa dei Getsemani</strong>, che fu un fondamentale luogo d&#8217;incontro per i cittadini che si opponevano alla DDR.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-931 aligncenter" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230813_182719-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230813_182719-300x225.jpg 300w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230813_182719-1024x768.jpg 1024w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230813_182719-768x576.jpg 768w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230813_182719-1536x1152.jpg 1536w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230813_182719-2048x1536.jpg 2048w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230813_182719-100x75.jpg 100w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230813_182719-600x450.jpg 600w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230813_182719-1600x1200.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Di solito non amo dare consigli del genere perché io e il mio compagno abbiamo sempre programmi molto serrati e dolorosi per le nostre povere gambe, ma se andate in giro per Pankow non cercate solo dei punti d&#8217;interessa ma girovagate un po&#8217;: si respira un mood rilassato e al tempo stesso dinamico, pieno di locali carini dove bere o mangiare, negozi divertenti e palazzi interessanti da vedere. In breve, <strong>è un vero e proprio concentrato di atmosfera berlinese</strong>.</p>
<h3>Bonus track: liberty a Berlino</h3>
<p>Non solo DDR brutalista, no: nel pieno centro di Berlino c&#8217;è un gioiello liberty! Si tratta dello <strong>Stadtgericht </strong>a Littenstrasse, ovvero uno dei tribunali presenti in città. Si può entrare esibendo un documento d&#8217;identità e passando i controlli al metal detector. In teoria non era possibile fare foto, ma sono riuscita comunque a farne qualcuna di sguincio. E pazienza se mi avessero arrestata: il tribunale era così carino che ci avrei passato volentieri del tempo in più, anche se da criminale.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-933 aligncenter" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230814_112940-300x260.jpg" alt="" width="300" height="260" srcset="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230814_112940-300x260.jpg 300w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230814_112940-1024x889.jpg 1024w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230814_112940-768x667.jpg 768w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230814_112940-1536x1333.jpg 1536w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230814_112940-2048x1778.jpg 2048w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230814_112940-100x87.jpg 100w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230814_112940-518x450.jpg 518w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230814_112940-1382x1200.jpg 1382w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<h3>Dove mangiare bene a Berlino</h3>
<p>Oltre alle cose da fare a Berlino, è arrivato il momento più importante: il paragrafo sul cosa mangiare e dove. Berlino è <strong>il paradiso del cibo proveniente da tutto il mondo</strong>, e infatti abbiamo provato diverse cucine (con un paio di incursioni in quella tedesca). Ecco un po&#8217; di locali e food truck che ci sono piaciuti:</p>
<p><strong>MAMMAM:</strong> piatti vietnamiti e thailandesi per tutti i gusti.<strong> Zuppe, curry, pad thai</strong> a cui si possono aggiungere degli extra e per finire cocktail buonissimi (serviti in bicchieri pieni fino all&#8217;orlo. Bravi, mi sono piaciuti). Il proprietario ci ha anche offerto il bicchierino della staffa: un liquore al ginseng, per darci più &#8220;power&#8221; come ha detto lui. Sarà, ma io appena arrivata in hotel sono comunque crollata e ho dormito come un ghiro.</p>
<p><strong>Viet Next Door: </strong>vietnamita healthy. Il locale è molto carino, luminoso e pieno di piante. Ottimo per fare una pausa pranzo non impegnativa ma gustosa grazie alle loro bowl coloratissime. Abbiamo preso anche il <strong>lassi al mango</strong> da bere ed era squisito (non molto vietnamita, credo, ma vabbè).</p>
<p><strong>Rogacki</strong>: si tratta di una sorta di deli nel pieno di Charlottenburg. Ci sono dei <strong>banconi dedicati alla carne e al pesce</strong> e si sceglie cosa mangiare tra i prodotti freschi oppure tra quelli già cucinati (c&#8217;erano anche dei dolci dall&#8217;aspetto godurioso). Noi ci siamo limitati a prendere un <strong>bretzel</strong> perché avevamo già pranzato, ma tutto il cibo esposto aveva un aspetto davvero invitante. Nelle recensioni su Internet leggerete che il personale è antipaticissimo ma io ho avuto l&#8217;impressione opposta, in più la gente si lamentava che si mangiasse solo in piedi sebbene fuori ci fossero anche dei tavoli per sedersi. Morale della favola: bisogna fidarsi delle recensioni fino a un certo punto.</p>
<p><strong>Wurstbar Berlin:</strong> dai, vediamo anche qualcosa di tipico! Se non sapete resistere al classico <strong>currywurst</strong> e vi trovate in centro vicino a Potsdamer Platz, date un po&#8217; di fiducia a questo baracchino dove c&#8217;è gente a qualsiasi ora del giorno. Il proprietario è un berlinese doc simpaticissimo, ci ha anche offerto dei pancakes salati molto buoni con cui accompagnare i wurstel con curry e keychup.</p>
<p><strong>Buschbeck&#8217;s</strong>: sì, so che prima ho scritto che bisogna fidarsi delle recensioni fino a un certo punto, ma su Tripadvisor questo ristorante aveva 5 stelle su 5 e ben 370 recensioni. Infatti abbiamo mangiato dei <strong>piatti di carne davvero ben fatti</strong> (io vitello tonnato perché lo amo e devo provarlo persino a Berlino, mentre il mio fidanzato ha preso il roastbeef), accompagnati da verdure sfiziose e dolci deliziosi. La proprietaria è stata gentilissima, ma il vero plus è l&#8217;atmosfera del locale: si trova in una via molto tranquilla di Charlottenburg e presenta un piccolo giardino esterno con dei tavolini in legno, mentre dentro le luci soffuse e le pareti di un giallo accogliente ti fanno sentire come a casa.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-927 aligncenter" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230812_200543-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230812_200543-300x225.jpg 300w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230812_200543-1024x768.jpg 1024w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230812_200543-768x576.jpg 768w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230812_200543-1536x1152.jpg 1536w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230812_200543-2048x1536.jpg 2048w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230812_200543-100x75.jpg 100w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230812_200543-600x450.jpg 600w, https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/09/20230812_200543-1600x1200.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p><strong>Pequeña Habana: </strong>ristorante cubano in un&#8217;altra via tranquillissima, abbiamo mangiato e bevuto così bene che ci ha ricordato molti dei pasti che abbiamo fatto durante il <a href="https://www.aesseresinceri.it/viaggio-a-cuba-consigli-parte-uno-2/">nostro viaggio a Cuba</a>. Anche qui ottima esperienza con il proprietario che parlava persino italiano.</p>
<p><strong>Dakwah:</strong> non avevo mai assaggiato il cibo sudanese prima di Berlino, e ora che l&#8217;ho fatto posso dire di essere una persona diversa. In particolare è stato Dakwah a rapirmi il cuore: si trova <strong>vicino alla stazione di Warschauer Straße</strong>, in una zona a cui non daresti mai una lira, eppure mi ha regalato uno dei pasti migliori della vacanza. All&#8217;apparenza serve piatti simili a quelli mediorientali, con falafel e halloumi, ma il vero segreto sono le sue salse alle arachidi e al mango, che danno tutto un altro twist a questi piatti che già conoscevo. Ne avrei voluto mangiare ancora e ancora!</p>
<p><strong>Holzmarkt 25:</strong> anche in questo posto pazzesco vicino all&#8217;East Side Gallery e affacciato sul fiume Sprea ho assaggiato il <strong>cibo sudanese</strong> (riso con verdure agrodolci e quella dannata salsa alle arachidi che ora mi ossessiona) e in più anche quello <strong>peruviano</strong> (il ceviche della vita). C&#8217;erano mille altri posti dove mangiare e bere, e la cosa più bella è farsi ispirare, provare un po&#8217; di tutto andandosi poi a sedere vicino al fiume.</p>
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<p>E alla fine della serata, potete fare una puntatina alla<strong> Teledisko</strong>: ce ne sono varie in tutta Berlino, all&#8217;apparenza sembrano delle cabine telefoniche ma una volta che ti avvicini scopri che puoi scegliere una canzone che ti piace tra quelle proposte sul minischermo, decidere se farti fare delle foto o un video e inserire le monete. A quel punto entri in cabina e il tutto si trasforma nella discoteca più piccola e pazza mai vista! Divertentissimo.</p>
<p><strong>Maroush: </strong>se vi trovate in giro per Kreuzberg, il quartiere turco di Berlino nonché uno dei più interessanti della città, potete fare una capatina anche da Maroush per un bel piatto di <strong>shawarma, falafel, hummus, halloumi e/o verdurine croccanti deliziose</strong>. Anche se devo dire che a Kreuzberg è pieno di posti autentici e buoni dove mangiare, fatevi ispirare e non vi sbaglierete.</p>
<p><strong>Alagha Konditorei &amp; Café: </strong>questa pasticceria si trova a Sonnenallee, la via araba. Vi consiglio di passarci dopo essere stati al <strong>villaggio boemo</strong> lì vicino (punto di riferimento: Richardplatz).</p>
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<p>Come ci ha detto Marta, la nostra guida del DDR Tour, il contrasto è degno di nota: si passa da una zona sonnacchiosa e favoleggiante per finire in una via decisamente più variopinta e trafficata, Sonnenallee appunto. Ritornando alla pasticceria, abbiamo provato delle <strong>baklava e altri dolci</strong> di cui ignoro il nome ma di cui non scorderò più il sapore: assurdi, meravigliosi (vivrei a Berlino solo per loro).</p>
<h3>Mappe con i luoghi e ristoranti di Berlino</h3>
<p>Un&#8217;ultima sorpresa prima di concludere questo post sulle <strong>cose da fare a Berlino in 4 giorni</strong>: ho detto che sono ossessivo-compulsiva all&#8217;inizio, e infatti ho raccolto in <strong>due liste su Google Maps</strong> tutti i posti e i ristoranti che mi ero segnata per questo viaggio. Alcuni di questi sono citati all&#8217;interno della guida, mentre gli altri non sono riuscita a visitarli/provarli per mancanza di tempo (tra i ristoranti salvati ce ne sono diversi consigliati dai local, ovvero la nostra guida del DDR Tour Marta e Flaminia, una ragazza che vive a Berlino da diverso tempo).</p>
<p><a href="https://goo.gl/maps/nt1RJyLDpwGfRSbG6">Cose da fare a Berlino in 4 giorni &#8211; la mappa</a></p>
<p><a href="https://goo.gl/maps/Y6ekefmdykfiAEYQ9">Dove mangiare bene a Berlino &#8211; la mappa</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.aesseresinceri.it/cose-da-fare-berlino-4-giorni/">Cose da fare a Berlino in 4 giorni: guida insolita</a> proviene da <a href="https://www.aesseresinceri.it">Aesseresinceri</a>.</p>
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		<title>Cosa vedere in Costiera Amalfitana in 5 giorni</title>
		<link>https://www.aesseresinceri.it/cosa-vedere-in-costiera-amalfitana-in-5-giorni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 May 2023 16:12:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giri sinceri]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cosa vedere in Costiera Amalfitana in 5 giorni? E soprattutto... cosa mangiare? Tutti i consigli nel post</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.aesseresinceri.it/cosa-vedere-in-costiera-amalfitana-in-5-giorni/">Cosa vedere in Costiera Amalfitana in 5 giorni</a> proviene da <a href="https://www.aesseresinceri.it">Aesseresinceri</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Cosa vedere in Costiera Amalfitana in 5 giorni? E soprattutto&#8230; cosa mangiare? Tutte le risposte a questi quesiti esistenziali nel post</h2>
<p align="left">In cosa consisterà questo post su cosa vedere in Costiera Amalfitana in 5 giorni:</p>
<ul>
<li>Descrizione certosina di tutto quello che ho mangiato in Costiera amalfitana</li>
<li>Le tappe imperdibili e i suggerimenti pratici riguardo le località della Costiera</li>
</ul>
<p align="left">In cosa non consisterà questo post:</p>
<p align="left">Descrizioni certosine sui tramonti, i profumi e le vedute della Costiera amalfitana che sono altresì presenti nella maggior parte dei siti che ho consultato prima del viaggio.</p>
<p align="left"><strong>Piccolo disclaimer prima di iniziare</strong>: alcune tappe di cui parlo nel post sono state fatte da me e il mio fidanzato <strong>ad aprile 2019</strong>; in seguito <strong>siamo tornati in Costiera ad aprile 2023</strong> con degli amici, rivedendo alcune cose e aggiungendone altre al viaggio: tutti gli aggiornamenti del 2023 saranno debitamente segnalati.</p>
<h3>Cosa vedere in Costiera Amalfitana in 5 giorni: la partenza</h3>
<p align="left">Il primo giorno siamo partiti verso le 10 da Roma arrivando intorno alle 12 e 30 a Caserta, dove abbiamo pranzato al <strong>caseificio-gastronomia Franco Leuci</strong>, dove ho mangiato il panino con la scamorza di bufala della vita. E se non vi basta il mio di giudizio positivo, pensate che il caseificio è stato visitato addirittura da Papa Francesco in persona.</p>
<p align="left">Non lontano dal caseificio c&#8217;è anche la celebre pizzeria <strong>I Masanielli di Francesco Martucci</strong>, la prezzemolina delle classifiche sulle migliori pizze al mondo, esatto non in Italia, in Europa, ma proprio al mondo. E di solito si trova sempre al primo posto. Se lo merita? Secondo la mia modesta opinione, assolutamente sì. Se ci passate in un giorno feriale senza aver prenotato, potreste trovare una piccola fila che scorre subito. Nel weekend temo che non sia altrettanto scorrevole; in alternativa nelle vicinanze c&#8217;è <strong>la pizzeria omonima</strong> gestita dal fratello di Francesco, Sasà.</p>
<p align="left"><strong>Aggiornamento 2023</strong>: quando siamo tornati in Costiera la seconda volta abbiamo passato il primo giorno a Sorrento: la segnalazione d&#8217;obbligo in questo caso va all&#8217;<strong>Antica Gelateria dell&#8217;Accademia</strong> e al suo gusto, vincitore di numerosi premi, tra cui quello &#8220;Gelato agli agrumi del cuore di Giulia Sinceri&#8221;. Inoltre, poco fuori dalla città, abbiamo visitato le rovine romane dei <strong>Bagni della regina Giovanna</strong>, semplicemente incredibili.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/05/bagni-regina-giovanna-scaled.jpg" /></p>
<h3>2° Tappa: Vietri sul Mare, Cetara, Minori e Furore</h3>
<p align="left">Nel 2019 abbiamo iniziato il nostro giro della Costiera Amalfitana partendo da Vietri sul mare. Cosa c’è da vedere a Vietri? <strong>La spiaggia dei Due fratelli, la chiesa di San Giovanni Battista, l’Arciconfraternita dell’Annunziata e del Rosario</strong> e una gran quantità di negozi di ceramiche, per le quali il paese è famoso nel mondo (vanno fortissimo degli asini di ceramica dall’aspetto deforme, se cercate dei souvenir). Diciamo che abbiamo iniziato il tour in maniera ascendente, perché se Vietri non è male, le località successive sono ancora meglio.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/05/vietri.webp" /></p>
<p align="left">In effetti <strong>Cetara, la nostra seconda tappa</strong>, era più caratteristica, senza contare che presenta dei souvenir che mi allettavano maggiormente rispetto alle ceramiche: mi riferisco alla <strong>colatura di alici</strong>, che potrete trovare in diversi negozi del posto. Vi suggerisco di limitarvi a quella, perché era l’unica che proveniva dalla zona FAO del Mediterraneo, mentre i filetti di tonno provenivano tutti da zone FAO relative all’Oceano Indiano (sono info scritte sul retro delle confezioni dei prodotti ittici, se ad esempio c’è scritto Zona FAO 37.1 basta googlare e scoprirete dove si trova).</p>
<p align="left">Come vedete, il mio blog non è solo ad alto tasso di glamour ma si preoccupa anche degli interessi di voi consumatori. Comunque sia, abbiamo comprato questa benedetta colatura al <strong>negozio Delfino Battista</strong>, il migliore per rapporto qualità-prezzo.</p>
<p align="left">Piccola nota malinconica: a Cetara si trova il ristorante Il convento, dove si recò <strong>lo chef Anthony Bourdain</strong> durante una puntata di No reservations di diversi anni fa. Ulteriore nota malinconica: adesso il ristorante ha delle recensioni non proprio positive, perciò per pranzo ci siamo presi un buon cuoppo di pesce fritto alla <strong>Frittura del golfo</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/05/Cetara-scaled.jpg" /></p>
<p align="left">Sempre seguendo un itinerario gastronomico, abbiamo attraversato in macchina Maiori senza fermarci (da quel poco che ho visto ricordava un po’ Mentone in Francia), perché avevamo poco tempo e la nostra priorità era arrivare alla <strong>rinomata pasticceria Sal De Riso situata a Minori</strong>. Una volta arrivati in centro non fatevi fregare da un altro locale che si chiama semplicemente “De Riso”, perché la pasticceria originale reca il nome completo di questo uomo che non esito a chiamare ARTISTA: la sua <strong>Delizia al limone</strong> me la sogno ancora di notte.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/05/sal-de-riso.webp" /></p>
<p align="left">Altri dolci ottimi sono la Torta ricotta e pere e il babà (le monoporzioni costano 5 euro), inoltre ho visto veleggiare dei piatti per gli aperitivi molto invitanti, e non fatemi nemmeno iniziare con il gelato e le altre specialità perché piango dalla nostalgia. Se invece volete nutrirvi anche di cultura, le tappe imperdibili a Minori sono <strong>i resti della Villa Marittima Romana e la Basilica di San Trofimena</strong>. Infine è famosa anche per i pastifici (sì, la pasta è cultura).</p>
<p align="left">La sera abbiamo deciso di mangiare a Sorrento, ma prima ci siamo fermati a Furore, dove ha luogo il celeberrimo fiordo.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/05/furore.webp" /></p>
<p align="left">Rifocillati dalla vista, abbiamo deciso di badare anche al nostro stomaco andando da <strong>Lieve, un ristorante pizzeria a Sorrento</strong>: il menù presentava primi e secondi piatti che sembravano molto invitanti, ma noi ci siamo buttati sui fritti (le montanarine sono deliziose) e le ottime pizze, che vanno da quelle più classiche a quelle più particolari, come la Bronte con pomodorini gialli e pistacchi, la Cetara con filetti di tonno e alici o la Nerano nella foto qui sotto. Ulteriore nota di merito va sicuramente al personale e ai gestori del locale, sono stati tutti di una gentilezza unica.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/05/pizzeria-lieve-sorrento.webp" /></p>
<h3>3° Tappa: Ravello, Amalfi e Positano</h3>
<p align="left">La mattina del terzo giorno ci siamo svegliati sul presto perché ci mancavano ancora diverse località della Costiera da esplorare: a tal proposito, vi dico che in 2 giorni si possono vedere quasi tutte anche se leggermente di fretta (dipende anche dal periodo), ma <strong>3 giorni sarebbero proprio l’ideale</strong> per poter fare un giro in pieno relax.</p>
<p align="left">Passando a Ravello, se non riusciste a trovare parcheggio proprio all’interno del paese <strong>vi converrà lasciare la macchina a Scala, che si trova di fronte</strong> (a Scala c&#8217;è anche un buon ristorante che si chiama Zi’Ntonio, fanno la pasta alla genovese con ragù di carne e taaaanta cipolla): sembrerebbe una fatica immane, data la strada piena di tornanti, tuttavia ci sono delle scalinate che tagliano gran parte delle curve permettendovi di raggiungere Ravello in 15 minuti al massimo.</p>
<p align="left">Appena arrivati siamo entrati a <strong>Villa Rufolo</strong>, che oltre a me è piaciuta a menti altrettanto eccelse tra cui Wagner. Abbiamo anche visitato <strong>Villa Cimbrone</strong> e la sua Terrazza dell’infinito, il futuristico <strong>Auditorium Oscar Niemeyer</strong> e abbiamo girato per il centro di Ravello, un dedalo di vie strettissime ed elementi di interesse come gatti, limoneti, villini, ristoranti e tanto altro. In più abbiamo mangiato <strong>una pizza eccellente da Mimì</strong>, ristorante in pieno centro ma nonostante ciò decisamente abbordabile e con pizze da leccarsi i baffi.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/05/villa-cimbrone-scaled.jpg" /></p>
<p align="left">Dopo ci siamo spostati <strong>in zona Amalfi</strong>, dove abbiamo lasciato la macchina nel comodo <strong>parking Luna Rossa</strong>, da cui si raggiunge direttamente il centro del paese, non prima però di aver fatto un giro ad <strong>Atrani, tra i borghi più belli di Italia</strong>. Anche qui come a Ravello il centro è un minuscolo labirinto ma a base di case bianche e lenzuola stese, a cui ovviamente ho fatto più foto del necessario.</p>
<p align="left">Tra le altre tappe imperdibili:<strong> Chiesa di San Salvatore de’ Birecto, la Collegiata di Santa Maria Maddalena, la Grotta di Masaniello e la Grotta dei Santi</strong>. Purtroppo sono rimasta un po’ delusa perché avrei voluto assaggiare il sarchiapone, una zucchina fritta ripiena di mozzarella e carne trita affogata nel pomodoro, ma a quanto pare è un piatto che si mangia solamente sotto le feste.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/05/atrani.webp" /></p>
<p align="left">Perlomeno mi sono consolata da Il cuoppo di Amalfi e prendendo <strong>il gelato da Andrea Pansa</strong>: ottimi gusti classici a un prezzo ragionevole (un cono piccolo viene 2 euro e 50, esattamente come la maggior parte delle gelaterie di Roma). A quel punto eravamo pronti ad affrontare la scalinata che porta al celeberrimo <strong>Duomo e al Chiostro del Paradiso</strong> (l’ingresso costa 3 euro), girando in seguito il centro con le sue vie straripanti di persone e presepi.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/05/duomo-amalfi-scaled.jpg" /></p>
<p align="left">La nostra tappa successiva sarebbe dovuta essere <strong>la Grotta dello Smeraldo a Conca dei Marini</strong>, peccato che chiuda alle 16. Almeno abbiamo avuto più tempo per girare <strong>Positano con le sue spiagge e la Chiesa di Santa Maria Assunta</strong>, i suoi ristoranti con gli spaghetti alle vongole a 20 euro e i negozi coi caftani alla Marta Marzotto.</p>
<p align="left">Era esattamente come me l’aspettavo: <strong>una sorta di presepe vivente turistico e ipnotico</strong>. La nostra “fortuna”, chiamiamola così, è stata parcheggiare lontano dal centro (e per lontano intendo: mille scale), ma almeno così facendo abbiamo potuto vedere la parte più nascosta e tranquilla di Positano, quella per la quale una volta tornato puoi atteggiarti a local del posto. Un&#8217;altra chicca più &#8220;verace&#8221; di Positano? Il<strong> locale Delicatessen</strong>: panini e focacce farcite, torte rustiche e frittatone a prezzi onesti. E chi se lo aspettava!</p>
<h3>4° Tappa</h3>
<p align="left">Il quarto giorno eravamo dell’idea di andare a Capri in giornata, ma la pioggia ci ha fatto desistere (tanto più che col brutto tempo la Grotta Azzurra non è visitabile) indirizzandoci perciò su <strong>Pompei</strong>, la quale non distava molto dalla nostra base di Vico Equense. Abbiamo fatto una fila di 30 minuti per prendere due biglietti da 15 euro l’uno, pronti a giudicare dall’alto della nostra vicinanza a Ostia antica se Pompei fosse tanto meglio: beh sì, lo è.</p>
<p align="left">C’è molto, moltissimo da vedere, e vi consiglio di prendervi <strong>almeno 4 ore per visitare a modo gli scavi</strong>. Tip: anche se non prendete una guida, in giro ce ne sono talmente tante che sarà impossibile non carpire le utili informazioni sulla vita a Pompei che forniscono ai vari gruppi di turisti.</p>
<p align="left">Al ritorno da Pompei ci siamo fermati a <strong>Castellammare di Stabia, diretti al Caffè emozioni gustative</strong> dove si trova una selezione della pasticceria di Sal De Riso: abbiamo preso una fetta di torta Panarea a base di pistacchio e un semifreddo ai tre cioccolati, e che ve lo dico a fare, erano meravigliosi. La sera siamo tornati da Lieve a Sorrento dove abbiamo preso la nostra terza pizza nel giro di quattro giorni; del resto a Pompei avevamo camminato tantissimo.</p>
<p align="left">Il quinto giorno dovevamo tornare a Roma, ma prima sembrava un peccato non fare un salto a Napoli per provare <strong>la pasta patate e provola di Nennella</strong>, o vedere il <strong>Cristo Velato</strong> (ingresso: 7 euro) e il <strong>Monastero di Santa Chiara</strong> (6 euro), due tappe che non avevamo ancora esplorato nel capoluogo campano. Per Nennella e il Cristo Velato vi consiglio di andarci sul presto per evitare file piuttosto lunghe (riguardo al ristorante: sappiate che è decisamente folcloristico, ma non dirò nient’altro perché è un’esperienza che va vissuta e non spiegata a parole).</p>
<h3>Bonus track: il Sentiero degli Dei</h3>
<p align="left">Durante la tappa del 2023 abbiamo pensato di effettuare anche il <strong>Sentiero degli Dei</strong>, un percorso naturalistico che si snoda lungo la Costiera. Lo so a cosa state pensando: è fattibile? Quanto dura? Alla fine avrò delle megavescicone? Allora, durante il sentiero abbiamo incontrato diverse persone anziane (anche con scarpe non propriamente adatte &#8211; ricordatevi quelle da trekking), inoltre il percorso non è particolarmente accidentato o in salita. Tuttavia, dura 4 ore. No, non in tutto: 4 all&#8217;andata e 4 al ritorno.</p>
<p align="left">In molti decidono di fare il sentiero partendo da <strong>Bomerano (Agerola)</strong>, come abbiamo fatto anche noi, per poi arrivare a Positano e da lì prendere degli autobus, come non abbiamo fatto noi perché siamo masochisti. Infine, il percorso ne vale la pena? Beh, <strong>penso</strong> di sì. Penso perché noi l&#8217;abbiamo visto avvolto dalla nebbia, ma devo dire che nonostante tutto è stato uno spettacolo suggestivo. Nel caso non temiate le megavesciche ai piedi, vi lascio il <a href="https://www.booking.com/hotel/it/casa-della-regina-agerola1.it.html?aid=375119&amp;label=hotel_details-hzdbdl%401691138454&amp;sid=c7dea2144c7a7abdcabf9079370f6a3e&amp;checkin=2023-08-04;checkout=2023-08-05;dist=0;from_sn=android;group_adults=2;group_children=0;no_rooms=1;req_adults=2;req_children=0;room1=A%2CA;sb_price_type=total;type=total&amp;" target="_blank" rel="noopener">link</a> dell&#8217;alloggio di Bomerano dove abbiamo dormito, pulitissimo e comodissimo perché si trovava a soli 10 minuti di cammino dall&#8217;inizio del sentiero. Un po&#8217; prima del punto di partenza troverete anche <strong>diversi alimentari e negozi con attrezzature da trekking</strong>, in caso di bisogno.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/05/sentiero-degli-dei-scaled.jpg" /></p>
<p align="left">Io comunque ve lo dico, sto già pensando a quando ritornare in Costiera. E spero di aver fatto venire voglia anche a voi di andare: magari scegliete un periodo più in bassa stagione, così da evitare il traffico e le lunghe code. Per il resto, <strong>lunga vita alla Costiera Amalfitana</strong>!</p>
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		<title>Parigi Insolita: 10 cose particolari da vedere nella capitale francese</title>
		<link>https://www.aesseresinceri.it/parigi-insolita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Mar 2023 19:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dimentica la Tour Eiffel e gli Champs-Elysées per un attimo e scopri la Parigi insolita!</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Dimentica la Tour Eiffel e gli Champs-Elysées per un attimo e scopri la Parigi insolita!</h2>
<blockquote><p>“Un forestiero farà una gran fatica a penetrare il ritmo della nostra città montagnosa, a intuire il segreto dei veri e propri villaggi che si nascondono sulla cima di Montmartre, Montparnasse, Montsouris e di altri poggi ostili ai ciclisti. Non c’è un segreto di Parigi, una Parigi segreta. Ce ne sono mille“.</p></blockquote>
<p align="left">Caro Jean Cocteau, hai ragione sulla personalità multiforme di Parigi. Però, pur essendo una forestiera, sono comunque riuscita a scoprirne diversi segreti: e quindi beccati – anzi, beccatevi! – questa Parigi insolita!</p>
<h3>Parigi insolita: la moschea e un giardino segreto</h3>
<p align="left">Voglio così bene a Parigi che apprezzo anche le sue zone più sfacciatamente turistiche, un po’ come quando sei innamorato di qualcuno e chiudi un occhio sui suoi difetti. Ma questo non vuol dire che ogni tanto non ti venga voglia di strozzarlo: quindi meno male che vicino al chiassoso quartiere Latino sorga un’oasi di pace come la <strong>Grande Moschea di Parigi</strong>, la seconda per grandezza in Europa e la più grande in Francia.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/03/Grande-Moschea-di-Parigi.png" /></p>
<p align="left">L’ingresso costa 3 euro, un prezzo ridicolo considerato che siamo sempre nella costosa Parigi, e permette di visitare parte dell’interno (perché la sala dedicata alla preghiera si può vedere solo da fuori) insieme ai giardini. La vista vi rinfrancherà lo spirito, ma poiché siamo anche creature profondamente terrene, sappiate che in giro ci sono diversi distributori d’acqua dove soddisfare la sete a gratis; inoltre è obbligatoria una puntatina al <strong>Café della Moschea</strong> per un tè alla menta e dei dolcetti strepitosi. Se avete proprio un gran bisogno di relax so che c’è anche l’hammam, ma non ho avuto modo di provarlo. Un’ultima info: io avevo messo una gonna lunga e un maglioncino per coprire gambe e braccia, ma in caso ne siate sprovvisti all’ingresso vi forniranno gratuitamente dei teli colorati adatti allo scopo.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/03/Cafe-della-Moschea.png" /></p>
<p align="left">Accanto alla Moschea si trova anche uno dei molti polmoni verdi di Parigi, il <strong>Jardin des Plantes</strong>, meno noto rispetto ai giardini des Tuileries e du Luxembourg ma altrettanto rilassante. La sua vera gemma, però, è ancora più nascosta: si tratta del Jardin Alpin, al quale si accede tramite un sottopassaggio apparentemente losco che però vi catapulterà in un angolo ombroso e tranquillo, in cui la parola d’ordine è indolenza. Lasciatevi cadere su una panchina e cercate su internet un ristorante per la cena come ho fatto io: è stato un momento perfetto.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/03/Jardin-Alpin.png" /></p>
<h3>Il verde di Parigi: le passeggiate che non ti aspetti</h3>
<p align="left">Uno dei motivi per cui amo Parigi, e in particolare la Parigi insolita, è che in ogni angolo c’è una zona immersa nel verde. Ad esempio, non lontano dalla trafficata Gare du Lyon potete trovare la <strong>Promenade Plantèè</strong>, una sorta di parco sopraelevato che sorge al posto di una linea ferroviaria ormai dismessa.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/03/Promenade-Plantee.png" /></p>
<p align="left">Se avete visto il film <strong>Before sunset</strong> lo riconoscerete perché è il posto in cui passeggiano i protagonisti Jesse e Celine, parlando a vanvera mentre fingono di non voler limonare come se non ci fosse un domani. Là vicino c’è anche la Notting Hill parigina, ovvero <strong>Rue Cremieux</strong>: vi consiglio di farci un salto rapidissimo e silenzioso, perché <a href="https://www.rivistastudio.com/rue-cremieux-parigi/" target="_blank" rel="noopener">in un articolo</a> ho letto che i residenti vorrebbero farla chiudere a causa dei troppi turisti che la visitano.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/03/Rue-Cremieux.png" /></p>
<p align="left">I parigini comunque ce l’hanno col voler ridare nuova vita ai tratti ferroviari in disuso: anche la <strong>Petite Ceinture</strong> è esattamente questo, anche se non è sopraelevata per tutta la sua lunghezza come la Promenade. Il punto più suggestivo si trova all’interno del <strong>parco Montsouris</strong>, ma è possibile ammirarne un tratto anche passeggiando nella zona di Alésia Montparnasse. Altrimenti se siete proprio intenzionati a percorrerla potete accedere all’entrata di fronte a rue Olivier de Serres 99.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/03/Petite-Ceinture.png" /></p>
<p align="left">Per finire il giro degli angoli verdi che non ti aspetti a Parigi, vi consiglio di fare un salto anche all’<strong>Île Saint Germain</strong>: si trova leggermente fuori mano rispetto al centro, ma questo dettaglio non fa che accrescere la piacevole sensazione, una volta arrivati, di trovarsi in aperta campagna. Si tratta di un’isola sulla Senna dove sorge un parco idilliaco con prati a perdita d’occhio, giardini selvatici con piante locali e percorsi più curati dove passeggiare o correre. C’è persino una scuderia di pony, ma cosa volete di più.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/03/Ile-Saint-Germain.png" /></p>
<h3>Chinatown + Butte aux Cailles</h3>
<p align="left">Se volete vedere in breve un concentrato delle diverse personalità della Ville Lumière, allora questo giro fa decisamente per voi: partite dalla <strong>Chinatown parigina</strong>, dove il pezzo forte riguarda le varie rosticcerie tipiche in cui oltre ai piatti esposti si può chiedere anche un banh mi, ossia un panino farcito con carne, limone e spezie.</p>
<p align="left">Dopo mangiato ci vuole poco per arrivare a <strong>Butte aux Cailles</strong>, che chiamare quartiere è riduttivo; ricorda infatti più un villaggio all’antica, costituito com’è da stradine tortuose, taverne e case che sembrano sbucare direttamente da libri illustrati (ma a sorpresa ci sono anche diversi graffiti interessanti!).</p>
<p align="left">Vanno menzionate in particolare quelle che costituiscono la <strong>Petite Alsace</strong>, un complesso di casette il cui stile ricorda ovviamente l’Alsazia, e quelle della <strong>Petite Russie</strong>, le cui villette a schiera invece non hanno nulla a che fare con l’architettura russa (l’insieme si chiama così perché fu costruito per gli impiegati di una compagnia di taxi, i quali erano per la maggior parte di origine russa). Purtroppo non ho foto della zona perché ho fatto questo giro nel lontano 2014 e nel frattempo le ho perse!</p>
<h3>La zona di Passy e l’Île aux Cygnes</h3>
<p align="left">Vicino alla Torre Eiffel sorge il quartiere-villaggio di <strong>Passy</strong>, zona ormai residenziale che però conserva ancora qualche tratto del passato. Ad esempio potete iniziare il giro ammirando il <strong>Castel Béranger</strong>, edificio in stile Art Noveau la cui facciata formidabile gli valse il primo premio a un concorso.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/03/Castel-Beranger.png" /></p>
<p align="left">Purtroppo essendo un palazzo abitato non si può entrare all’interno, ma potete rimediare alla voglia di ficcanasare in giro visitando la vicina <strong>Maison de Balzac</strong>, dove il celebre scrittore visse e lavorò a molti dei suoi libri. L’ingresso è gratuito, la casa deliziosa, e soprattutto dal giardino si gode di una vista nient’affatto scontata sulla Torre Eiffel (hai capito Balzac! Anche se ai suoi tempi la Torre non era ancora nata, lo scrittore ci aveva visto giusto riguardo alla posizione della casa).</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/03/Maison-Balzac.png" /></p>
<p align="left">Sotto la Maison de Balzac passa inoltre <strong>Rue Berton</strong>, una via strettina ma piacevole da percorrere, dato che finisce sulla Senna. Una volta raggiunto il fiume potete dirigervi all’<strong>Île aux Cygnes</strong>, una lunga “striscia d’isola” disseminata di alberi e panchine su cui rilassarsi dopo la camminata.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/03/Ile-aux-Cygnes.png" /></p>
<p align="left">Esatto, non sono riuscita a resistere e ho dovuto inserire un altro di quegli angoli verdi e inaspettati con cui vi ho già rotto le scatole sopra. Ma che ci posso fare se Parigi è fatta così? Io non sono che un’umile serva al suo cospetto, cantora delle sue mille meraviglie, verdi e non, in codesto blog.</p>
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		<title>Tre giorni a Vienna: cosa fare, vedere e mangiare</title>
		<link>https://www.aesseresinceri.it/tre-giorni-a-vienna-cosa-fare/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Dec 2018 06:20:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giri sinceri]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cosa vedere, e soprattutto cosa mangiare, in 3 giorni passati nella capitale austriaca</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>No, non si tratta del sequel di Due giorni a Parigi con Julie Delpy, ma del resoconto di tre giorni a Vienna trascorsi con la mia amica Erika</h2>
<p align="left">Io ed Erika ad agosto ci siamo dette: “Ci sarà una mostra curata da Wes Anderson al Kunsthistorisches museum* di Vienna, andiamo!” (*è una licenza poetica, non siamo assolutamente in grado di pronunciare il nome del museo). Salvo scoprire in seguito che la medesima mostra arriverà anche a Milano nel 2019. E che sì, <strong>Wes Anderson</strong> e la sua compagna <strong>Juman Malouf</strong> hanno spulciato le segrete del museo selezionandone le opere più bizzarre, ma che appunto si tratta di una simpatica selezione e nulla più.</p>
<p align="left">Ma figuriamoci se io ed Erika ci siamo fatte scoraggiare: del resto Vienna è vivace e ricca di attrazioni. Solo che ora è il momento di fare un passo indietro, dato che la sede ce lo permette, non come nella vita vera quando hai prenotato i biglietti per una mostra poco entusiasmante al Kunsthistorisches museum ma lo scopri troppo tardi e ormai non puoi più farci niente.</p>
<p align="left">-Piccola premessa: questa per me ed Erika è stata la seconda visita a Vienna e quindi avevamo già visto molte delle attrazioni classiche… perciò non agitatevi se non trovate riferimenti al Prater o a Schönbrunn-.</p>
<h3>Tre giorni a Vienna: arrivo in città e mercatini di Natale</h3>
<p align="left">Siamo arrivate la sera del 9 dicembre, dopo un viaggio turbolento che ci ha fatto passare la voglia di cibo tipico e grasso solo per un breve lasso di tempo. Se volete raggiungere il centro di Vienna dall’<strong>aeroporto Schwechat</strong> non fatevi persuadere dai perturbanti cartelli verdi della linea Cat, i quali vi promettono di raggiungere la città in soli 15 minuti.</p>
<p align="left">Il costo di un biglietto è infatti di 12 €, mentre con la <strong>linea S7</strong> pagate solo 2,30€, ci mettete 25 minuti e vi deposita alla stazione della metro Wien Mitte o Praterstern (da cui partono più linee). La S7 parte dall’aeroporto ogni 30 minuti ed è puntuale in maniera inquietante.</p>
<p align="left">Dopo aver lasciato i bagagli nel nostro alloggio Airbnb vicino al <strong>Municipio (Rathaus)</strong>, aver lodato l’efficienza dei mezzi di trasporto viennesi e maledetto il freddo pungente da brave italiane doc, siamo uscite seguendo il richiamo suadente di alcuni alberi illuminati che indicavano il cammino verso il Nirvana: <strong>i mercatini di Natale di Rathausplatz</strong>. Era la prima volta che vedevo autentici mercatini natalizi del nord, quindi ero un po’ esagitata. Volevo fare tutte le cose più turistiche, e le ho fatte, eccome se le ho fatte.</p>
<p align="left">Ho trangugiato la zuppa di gulash nel pane e la sacher, bevuto il punch (che buono santo cielo), fatto eccessive foto sfocate alle luminarie. <strong>Tip per il punch</strong>: la bevanda in sé costa 3€, ma siccome ve lo danno in una tazza di latta molto carina e natalizia vi faranno pagare inizialmente 7€ per il deposito della suddetta tazza, che poi potete tenere o riportare indietro chiedendo i 4€ di differenza. Mio dio che spiegazione particolareggiata per un’inezia.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/05/tre-giorni-a-vienna-1.jpg" /></p>
<h3>Giorno 2 – musei e giro per il centro di Vienna</h3>
<p align="left">La mattina del secondo giorno ci siamo svegliate di buon’ora e siamo andate da <strong>Aida</strong>, dove Erika ha preso una torta coi semi di papavero molto buona e un cappuccino meno buono ma bevibile. Troverete svariate pasticcerie Aida sparse in giro per la città, sono un po’ turistiche ma per una merenda veloce e piuttosto appagante vanno bene.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/05/aida.webp" /></p>
<p align="left">Dopo ci siamo dirette verso il <strong>MuseumsQuartier</strong>, da dove stavamo noi si trattava di 20 minuti scarsi a piedi, ma c’è anche l’omonima fermata della metro. Nel bel mezzo del percorso ci siamo imbattute in <strong>Xocolat</strong>, un negozio che vendeva cioccolatini sfusi dall’aspetto molto appetitoso, nonché tavolette di cioccolata avvolte in un packaging dall’aspetto accattivante: illustrazioni di gattini adornavano infatti la pregiata confezione. Ottimo per prendere dei souvenir da portare a casa.</p>
<p align="left">Arrivate al <strong>Kunsthistorisches museum</strong> per la mostra di Anderson-Malouf abbiamo saltato la fila perché già in possesso di biglietti presi su Internet (15€ prezzo pieno – non c’era sovrapprezzo per la prevendita) che comprendevano anche l’ingresso in tutte le altre ale del museo, tranne quella che ospitava la retrospettiva su Bruegel, non so dirvi se si trattasse del Giovane o del Vecchio (per visitarla bisogna pagare 5€ in più).</p>
<p align="left">A parte il tiepido entusiasmo sulla mostra curata da Anderson e la Malouf (che durerà fino al prossimo 28 aprile), devo dire che è valsa la pena visitare la struttura del museo, davvero maestoso e fotogenico. Inoltre possiede un bellissimo e concentrico cafè che visto dall’alto ricorda la sede di una loggia massonica.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/05/tre-giorni-a-vienna-2.jpg" /></p>
<p align="left">Davanti al museo c’erano altri mercatini di Natale dove poter mangiare, ma noi ci siamo incontrate con un amico di Erika che prima ci ha mostrato <strong>la casa più piccola di Vienna </strong>(all’angolo tra Burggasse e Breitegasse) e dopo ci ha portate nel tempio della wiener schnitzel, alias la cotoletta viennese: trattasi di <strong>Schnitzelwirt</strong>, un’alcova confortevole riparata da sguardi indiscreti e dal gelo cittadino, in cui dopo un po’ di fila verrete ricompensati da una cotoletta di maiale che se accompagnata dalla salsa di ribes e le patate con burro e aceto è la morte sua. Anzi, è la vostra, data la quantità di grasso e colesterolo che dopo circolerà allegramente nel vostro corpo.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/05/wiener-schnitzel.webp" /></p>
<p align="left">I prezzi sono più che onesti (poco più di 7€ per una porzione che comprende 2 cotolette. Io vi consiglio di prenderne una in due). <strong>Tip per il conto…</strong> in tutti i sensi. La tip ai camerieri viennesi, infatti, non è obbligatoria ma caldamente raccomandata. Funziona così: arriva il cameriere che vi proclama il conto, es.: “Sono 10 euro, danke!”.</p>
<p align="left">Voi dovete guardarlo dritto negli occhi, come se voleste scrutare gli anfratti della sua anima, per poi ribattere decisi: “No, sono 11!”. Come si fa nei souk, insomma, ma giocando al rialzo e non al ribasso. La cosa più importante è che assumiate un’aria di sfida, nonostante siate voi a rimetterci. Io ritengo di essermela cavata egregiamente.</p>
<p align="left">Dopo il lauto pranzo abbiamo visitato il <strong>Mumok</strong>, museo d’arte moderna situato sempre nel MuseumsQuartier, il cui biglietto è 12€ (8, se siete studenti al di sotto dei 27 anni). Che dire. Probabilmente siamo capitate nel periodo sbagliato, perché le installazioni presenti non hanno smosso granché il nostro cuore forse un po’ arido d’arte. Però la retrospettiva fotografica dedicata alla storia recente austriaca era valida, così come lo shop del museo, pieno di oggettistica dal design nordico e molto hip.</p>
<p align="left">Ci siamo consolate con un giro in centro e <strong>una merenda da Gerstner</strong>, davanti al teatro dell’Opera. Anche qui un po’ di fila, ma scorre veloce e ne vale la pena: si mangiano dolci tipici viennesi in un’atmosfera ovattata ed elegante (e alla metà dell’Hotel Sacher: una fetta dell’omonimo dolce viene poco più di 4€ invece che 8).</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/05/Gerstner.webp" /></p>
<p align="left">La sera invece abbiamo preso un taxi al convenientissimo prezzo di 5€ a persona per raggiungere il <strong>Das Loft Bar &amp; Lounge</strong>, situato al diciottesimo piano dell’hotel Sofitel. Come abbiamo detto con Erika, dopo essere state nel Das Loft ogni altro locale ormai ci sembrerà inesorabilmente deludente: sopra di noi avevamo un soffitto cangiante, davanti un bel bicchiere di corposo vino austriaco (non so se fosse effettivamente corposo, ma sembra un buon aggettivo da associare al vino), e sotto di noi una vista mozzafiato e a perdita d’occhio su tutta Vienna (scusa Kant se ho storpiato le tue sagge parole).</p>
<p align="left">Detta così, penserete sia un locale snob e altero, tuttavia <strong>l’atmosfera che si respirava era rilassata</strong>, stile pub: infatti eravamo circondate da avventori perlopiù in jeans e scarpe da ginnastica. I miei scarponcini da trekking non si sentivano affatto a disagio. Se invece state pensando che il conto sarà stato un po’ salato, beh non avete tutti i torti… comunque ce la siamo cavata con 15€ a testa (abbiamo anche preso dei paninetti pretenziosi) e un bottino di foto preziose per il nostro Instagram.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/05/Das-Loft-Bar-Lounge.webp" /></p>
<h3>Giorno 3 – negozi in centro e visioni hipster</h3>
<p align="left">La mattina del terzo giorno abbiamo visto la <strong>Karlskirche</strong>, il cui stile scopiazza quello romano (la facciata si ispira alla chiesa di Sant’Agnese in Agone di Roma e le colonne ritorte alla Colonna Traiana). Si dice che dentro vi sia morto Vivaldi, quando in realtà è morto in un ospedale lì accanto, che falsoni questi viennesi. Sempre davanti alla chiesa troverete altri mercatini di Natale, dove mangiare/comprare regali.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/05/Karlskirche.webp" /></p>
<p align="left">Dopo abbiamo fatto un giro per il centro e la via principale di Vienna, <strong>la Kärntnerstraße con relativa Stephansplatz</strong>, dove abbiamo dato un’occhiata allo shop dell’Hotel Sacher (se volete comprare una torta come souvenir la versione meno costosa viene 27,90, mentre quella più costosa si aggira sui 50€) e ad alcuni negozi di vestiti che non si trovano in Italia, come Monki, Weekday, Forever 21.</p>
<p align="left">Per pranzo abbiamo rincontrato l’amico di Erika che ci ha portato in un ristorante nella zona hipster di Vienna, situata nel distretto 7 (vi dico solo: farmacia omeopatica che a pranzo serve anche zuppe. A questo punto l’hipsterometro si stava rompendo). Nella stessa area, e precisamente a <strong>Spittelberg</strong>, ci sono anche i mercatini di Natale più autentici, peccato che quando siamo andate noi fossero chiusi. Per fortuna abbiamo pranzato comunque in un ottimo locale frequentato prevalentemente da viennesi, <strong>lo Steman</strong>. Gulash, cordon bleu, spatzle, tutto il buonissimo cibo tipico che potete immaginare vi sarà servito a un prezzo ridicolo.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/05/Steman.webp" /></p>
<p align="left">Con la pancia piena e una vaga sonnolenza addosso abbiamo sfidato impavide la pioggia per andare alla <strong>Hundertwasser house</strong> (mi raccomando, sul navigatore scrivete proprio così altrimenti vi indirizza al museo), un complesso condominiale dalla natura eccentrica ed ecologica. Nell’omonimo caffè ho comprato come souvenir una mini-sacher contenuta in un assurdo e adorabile barattolo sottovuoto (ho anche visto veleggiare in giro delle fette di sacher non sottovuoto dall’aspetto molto promettente) e ho mangiato un pretzel da Strock, una catena di fornai di tutto rispetto, ottima per un spuntino veloce.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/05/Tre-giorni-a-vienna-3.jpg" /></p>
<p align="left">Subito dopo io ed Erika ci siamo dirette all’aeroporto, salutando Vienna ricolme di sentimenti cristiani come la gratitudine per il buon cibo ingerito e le cose interessanti rimirate, e allo stesso tempo piene di sentimenti non molto cristiani rivolti al gelo viennese: ma <strong>Vienna, dopotutto, val bene una visita,</strong> nonostante il freddo.</p>
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		<title>Marche: cosa vedere in 7 giorni, seconda parte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Aug 2018 09:52:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giri sinceri]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fano e Ancona, Sirolo, Numana, Macerata e tanto altro: ecco cosa vedere in questi luoghi marchigiani</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Marche: cosa vedere in 7 giorni nei dintorni di Recanati e Macerata</h2>
<p align="left">Dopo <a href="https://www.aesseresinceri.it/marche-cosa-vedere-in-7-giorni-prima-parte/" target="_blank" rel="noopener">il primo post</a> su cosa vedere in 7 giorni nelle Marche, ecco il secondo riguardante Recanati, le spiagge del Conero, Macerata e dintorni.</p>
<h3>Marche: cosa vedere in 7 giorni: Fano e Ancona</h3>
<p align="left">La mattina abbiamo fatto <strong>una toccata e fuga a Fano</strong>, dove si respirava proprio un’atmosfera pigra da vacanza, complice la vicinanza al mare e il fatto che fosse domenica. <strong>Per pranzo invece abbiamo raggiunto Ancona</strong>, che, sempre complice il fatto che fosse domenica, era letteralmente deserta. Se volete mangiare ad Ancona di domenica, beh, tanti auguri.</p>
<p align="left">Alla fine siamo stati fortunati e abbiamo trovato <strong>Anguì, un piccolo locale che propone street food di pesce</strong>, tra cui il riso venere al pescato del giorno e il panino ripieno di moscioli (tipo cozze) ed erbe del luogo. Buonissimo. Per il resto, ad Ancona non c’è davvero quasi nulla da vedere a parte il <strong>Duomo di San Ciriaco</strong> che domina la parte alta della città.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/05/ancona.webp" /></p>
<p align="left">Dopo è stato il turno di <strong>Offagna, un borgo medievale tra i più belli d’Italia</strong>, e poi quello di <strong>Recanati</strong>, patria del Leopardone nazionale. Qui abbiamo alloggiato all’<strong>hotel La Ginestra</strong>, che si trova in pieno centro ma nonostante ciò è molto tranquillo, con un personale che si è prodigato in consigli su cosa vedere nei dintorni. Anche qui c’è il parcheggio riservato all’albergo.</p>
<p align="left">Oltre alla <strong>casa di Leopardi</strong>, i posti da visitare sono il liceo classico Leopardi – ma guarda un po’ – con un cortile affacciato sulle colline marchigiane in cui si tengono diversi concerti nella stagione estiva, nonché la cittadina stessa, davvero una delle più caratteristiche viste durante il viaggio.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/05/recanati.webp" /></p>
<p align="left">Si può fare un salto anche alla <strong>Villa Colloredo Mels</strong> dove si tengono diverse mostre (adesso ce n’era su Chagall), noi purtroppo non abbiamo fatto in tempo ma dovrebbe valerne la pena. La sera abbiamo cenato a <strong>Porto Recanati</strong>. Anche qua avrò esclamato migliaia di volte: “voglio vivere in questa casa!”. Ma con un lungomare corredato di mille casette colorate, davanti alle cui porte si siedono i vecchietti a prendere aria e giocare a carte, come si fa a non esclamarlo, scusate. Comunque a Porto Recanati abbiamo anche mangiato bene: siamo stati alla <strong>Locanda del luppolo</strong>, che come suggerisce il nome offre una vasta selezione di birre e piatti di pesce o carne sfiziosi. Sono riusciti nel miracolo di farmi apprezzare il salmone cotto, che di solito trovo tristemente stopposo.</p>
<h3>La zona del Conero</h3>
<p align="left">Abbiamo dedicato l’intera giornata al mare, visitando una delle spiagge più belle della zona del Conero, ovvero quella di <strong>San Michele a Sirolo</strong>. Noi siamo stati allo stabilimento Da Silvio – Sud, la cui organizzazione è molto accurata: per tutto il giorno abbiamo pagato 25 € (in tutto, non a testa) comprendenti due lettini, un ombrellone, il parcheggio e infine la navetta per e dal mare.</p>
<p align="left">La spiaggia in teoria sarebbe anche raggiungibile a piedi tramite un sentiero, ma non ve lo consiglio, si tratta di una camminata piuttosto lunga. Nel tratto dove siamo stati noi l’acqua era cristallina durante il mattino mentre nel pomeriggio è diventata più opaca (ma non sporca eh, assolutamente no), <strong>mentre la spiaggia alterna sabbia e ghiaia</strong>; quest’ultima è presente anche nel fondale marino.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/05/Spiaggia-di-San-Michele-a-Sirolo.webp" /></p>
<p align="left">Andando più avanti si trova <strong>la spiaggia dei Sassi Neri</strong>, che io ho cercato inutilmente sulla terraferma finché non ho capito – diversi giorni dopo – che il nome deriva dalle rocce nei fondali. Ancora oltre si trova <strong>la splendida spiaggia delle Due Sorelle</strong>, che si può raggiungere solo in barca, pedalò o canoa (Da Silvio la canoa si paga 10€ l’ora).</p>
<p align="left">Ovviamente noi abbiamo scelto quest’ultima opzione perché siamo masochisti. Siamo stati fuori poco meno di 2 ore ma ne è valsa la pena (le mie braccia sono meno d’accordo al riguardo), purtroppo non ho foto perché non abbiamo portato i cellulari, che il Dio dell’Instagram mi perdoni. Ho rimediato però fotografando tutte <strong>le viuzze e le case di Sirolo e Numana</strong>, due località deliziose.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/05/numana.webp" /></p>
<p align="left">La sera ovviamente avevamo una fame da lupi, e cosa c’è di meglio che mangiare una pizza succulenta, arrivata per di più già tagliata, e accompagnata da una birra fredda – più un buon gelato preso al bar accanto -? Che i buddhisti intendano questo con raggiungere il Nirvana? Comunque sia, noi l’abbiamo raggiunto alla <strong>Pizzeria del Borgo di Montelupone</strong>, uno dei paesini che abbiamo preferito in tutta la vacanza, tanto da ritornarci anche le due sere seguenti. Ah, sempre alla pizzeria fanno anche un tiramisù buonissimo.</p>
<h3>Grotte di Frasassi e San Severino Marche: cosa vedere</h3>
<p align="left">Siamo partiti di buon’ora per visitare<strong> le Grotte di Frasassi nei pressi del comune di Genga</strong>. I biglietti si possono acquistare in anticipo su TicketOne pagando anche una prevendita, oppure direttamente sul posto come abbiamo fatto noi: non abbiamo trovato fila, ma d’altronde non era un giorno festivo, e poi in questo periodo ci sono ingressi ogni 10 minuti.</p>
<p align="left">Una volta fatto il biglietto, nel cui prezzo è compreso il tour guidato delle grotte e la visita a due musei che però non abbiamo visto (intero 18, ridotto 15 se siete studenti universitari), abbiamo preso la navetta che ci ha portato all’ingresso delle grotte. Il mio modesto parere da speleologa presso me stessa è: wow. Sembra di entrare in un set di Star Wars, le stalattiti e la stalagmiti sono semplicemente maestose e suggestive.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/05/grotte-di-frasassi.webp" /></p>
<p align="left">Copritevi perché le grotte sono umide e fredde: <strong>l’ideale sarebbe indossare scarpe da ginnastica più pantaloni lunghi e una giacca a vento</strong>. Di ritorno dalle grotte si può anche pranzare in uno degli stand che circondano la biglietteria, i prezzi sono contenuti e offrono piatti tipici. Noi abbiamo solo preso un bicchierino di “Veleno di Borgia”, un liquore rivelatosi gradevole a dispetto del nome.</p>
<p align="left">Dopo le grotte siamo andati a <strong>San Severino Marche</strong>, uno di quei paesi a cui non daresti due lire ma che invece si rivelano delle sorprese niente male; innanzitutto nella bellissima piazza centrale si affaccia una delle gelaterie migliori mai provate. Si chiama <strong>Antica Latteria dell’Appennino </strong>e se ci andate dovete tassativamente assaggiare il gusto al pistacchio o lo yogurt di loro produzione, sono semplicemente favolosi.</p>
<p align="left">Sempre sulla piazza si trova anche <strong>L’officina delle idee</strong>, il luogo giusto per prendere souvenir come i biscotti alle visciole e al vino, o ancora le tisane e i sali da bagno creati direttamente dalla simpatica proprietaria. Il negozio funge anche da sala da tè.</p>
<p align="left">La sera come anticipato siamo tornati a Montelupone, dove abbiamo tradito la pizzeria con<strong> La taverna dell’artista</strong>, ma per un nobile motivo, anzi due: il tartufo e l’anatra. In nessun altro ristorante ho trovato una così vasta selezione di <strong>piatti tartufati e anatrosi</strong> a un prezzo così conveniente; capirete, dunque, perché mi sogno ancora la notte i ravioli ripieni di ciauscolo letteralmente sotterrati da una valanga di porcini e scaglie di tartufo.</p>
<p align="left">Il mio ragazzo invece ha preso tagliatelle alla papera e anatra all’arancia e mirtilli, anch’essi ottimi piatti. Dimenticavo, per antipasto abbiamo dovuto provare <strong>il fritto alla marchigiana</strong>, con le immancabili olive ascolane e la particolare crema fritta. Come dolce, una cheesecake con marmellata di visciole. Se avete fortuna, potreste anche parlare col proprietario che vi racconterà come ha imparato a fare il risotto (sul menù ve ne sono di tantissime varianti) e del perché è diventato romanista.</p>
<h3>Macerata e dintorni</h3>
<p align="left">La mattina abbiamo fatto un salto all’<strong>Abbadia di Fiastra</strong>, un monastero con una riserva naturale immersa nella pace.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/05/abbadia-della-fiastra.webp" /></p>
<p align="left">Se oltre alla mente volete nutrire anche il corpo, sappiate che all’interno della riserva vi sono alcuni locali dove mangiare, mentre non lontano dal parcheggio c’è un <strong>piccolo alimentari</strong> che vende prodotti tipici come formaggi, salse tartufate o creme per il corpo al latte d’asina!</p>
<p align="left">Dopo siamo passati a <strong>Tolentino</strong>, cittadina viva benché i segni del terremoto siano ancora molto evidenti, e a <strong>Urbisaglia</strong>, anch’essa molto graziosa e con una rocca medievale visitabile (il prezzo del biglietto è di 2€ a testa). Nel tardo pomeriggio siamo invece approdati a <strong>Macerata</strong>, dove abbiamo alloggiato a Casa Cettina, un bed &amp; breakfast gestito da un’amorevole signora che ci ha rimpinzato di colazioni luculliane. L’unica cosa è che in camera non c’è l’aria condizionata (noi lo sapevamo quando abbiamo prenotato), tuttavia siamo stati bene ugualmente.</p>
<p align="left"><strong>Segni particolari di Macerata:</strong> è nota anche col nome di Macerata Viulenta grazie al tormentato rapper MC Silvano (uno dei tanti volti di Max Giusti), ha un orologio planetario come quello di Praga (l’apertura delle porticine coi Re Magi avviene tutti i giorni alle 12 e alle 18), uno sferisterio e tanti locali con spritz a pochi euro – dopotutto è un polo universitario -.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/05/macerata.webp" /></p>
<p align="left">La sera, non resistendo al richiamo delle sirene tartufate, siamo tornati a La taverna dell’artista, dove abbiamo preso un antipasto con salumi e formaggi al tartufo, nonché un risotto indovinate come? Ebbene sì, nuovamente al tartufo. Come dolce, un’altra eccellente cheesecake ma stavolta alle pesche e i mirtilli. Che dire, questo per me è <strong>il place to be a Montelupone</strong>.</p>
<p align="left">Inoltre i gestori del ristorante organizzano anche dei <strong>mistery tour serali </strong>dove illustrano ai partecipanti i segreti del passato di Montelupone: ci sarebbe piaciuto fare il tour ma purtroppo la mattina dopo avevamo la sveglia molto presto. Sarà un motivo in più per tornarci. Perché ovviamente il primo è il tartufo.</p>
<p align="left">La mattina dopo era arrivato ormai il momento di tornare a casa, ma facendo prima una tappa a <strong>Ripatransone, il paese col vicolo più stretto d’Italia</strong>. Astenersi i claustrofobici e le persone con le “spalle possenti”, a detta del mio ragazzo.</p>
<p align="left">Ebbene, nel caso non si fosse intuito durante la lettura del post, lo rendo esplicito: <strong>mi sono innamorata delle Marche</strong>. Sarà che l’estate è la mia stagione preferita e nei posti che abbiamo visitato si respira proprio quell’aria vacanziera all’italiana, fatta di aperitivi, buon cibo, borghi suggestivi e località marittime, tutto un mix che però a volte si tende ad associare di più ad altre regioni.</p>
<p align="left">Quel che mi auguro è che <strong>l’associazione mentale “Marche = vacanze” diventi più immediata</strong>; io sicuramente mi impegnerò nel mio piccolo per spargere la voce sulle loro svariate qualità e diventare un’influencer delle Marche (farò le “marchette” ah ah ah. Che fine poco dignitosa per il post).</p>
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		<title>Marche: cosa vedere in 7 giorni, prima parte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Aug 2018 09:41:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giri sinceri]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cosa fare, vedere e mangiare in 7 giorni passati nelle Marche</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Marche: cosa vedere in 7 giorni e soprattutto cosa mangiare durante il viaggio!</h2>
<p align="left">Quando dicevo che sarei andata nelle Marche le reazioni erano sempre queste: “Ma che ci vai a fare?” “Ci vai perché hai dei parenti?”.</p>
<p align="left">L’idea che si possa andare nelle Marche spontaneamente e non sotto coercizione risulta quasi incomprensibile, e questo mi dispiace molto. Sì, è vero, non è una meta gettonata, e nemmeno io prima di questo viaggio l’avevo considerata poi molto, ma andandoci ho scoperto delle <strong>spiagge bellissime, dei borghi incantevoli, cultura, grande ospitalità e soprattutto CIBO BUONO</strong>. TANTO CIBO BUONO. TANTO TARTUFO. Nel resto del post vi dico pure dove mangiarlo, non temete.</p>
<p align="left"><strong>Modalità di viaggio:</strong> mi sono bastati due viaggi in macchina per farmi affermare che è <strong>la modalità di vacanza che preferisco</strong>. Abbassi il finestrino per gustarti la brezza, l’aria di libertà, il mio fidanzato che impreca perché devo fermarmi continuamente a fare pipì e perché non voglio mai ascoltare le canzoni che piacciono a lui. Ah, che poesia. A parte gli scherzi, viaggiare in macchina ti permette davvero di spostarti con più libertà facendo tappe improvvisate.</p>
<p align="left">Tuttavia ritengo necessario avere almeno un canovaccio di base pre-partenza, da cui poi scegliere due o tre alloggi in punti strategici (tip se andate in macchina: nelle Marche alcuni parcheggi richiedevano l’uso del disco orario, quindi in caso premunitevi). Noi abbiamo deciso di dedicare <strong>7 giorni alla costa adriatica</strong> perché vi erano concentrati tutti i posti che più ci interessavano, da lì abbiamo optato per un alloggio nella parte alta (Pesaro), uno nella parte di mezzo (Recanati) e uno in basso (Macerata). Ma bando alle ciance e scopriamo insieme cosa vedere in 7 giorni nelle Marche.</p>
<h3>Marche, cosa vedere in 7 giorni: primo giorno</h3>
<p align="left">Da Ostia a Pesaro ci vogliono circa 4 ore, ma noi ci abbiamo messo di più perché ci siamo fermati a <strong>Todi per il pranzo</strong> (ci saremmo voluti fermare anche a Gubbio, ma quando abbiamo scoperto che non ci girano più Don Matteo l’idea ha perso tutto il suo fascino). Ero già stata a Todi quand’ero piccola, ma non mi ricordavo nulla se non di aver preso una cioccolata calda buonissima – figurati se non mi ricordavo qualcosa a tema dolciario -.</p>
<p align="left">Ritornandoci ho scoperto che è anche molto graziosa e piena di osterie interessanti (toccherà tornarci ancora!). Noi però ci siamo “accontentati” di andare a <strong>Le roi de la Crêpe</strong>, una piccola creperie che fa anche panini con prodotti tipici del luogo. Ottimo cibo, costo basso, proprietario simpatico.</p>
<p align="left">Finalmente siamo arrivati a Pesaro, dove abbiamo alloggiato all’<strong>Hotel Miramare</strong>, albergo onestissimo a conduzione famigliare. Non aspettatevi il Ritz, ma per 2/3 notti è perfetto, soprattutto se durante il giorno girate parecchio come noi. Ha il parcheggio interno, le colazioni sono abbondanti e con molta scelta, il mare è a un tiro di schioppo, e infine <strong>i proprietari sono gentilissimi</strong>: per esempio abbiamo avuto un problema col telefono e ce l’hanno fatto resettare al loro computer.</p>
<p align="left">Per quanto riguarda Pesaro, sappiate che è <strong>il regno delle bici</strong> (nel 2017 è stata eletta la città più bici-friendly d’Italia insieme a Bolzano) e delle villette colorate (del resto sul lungomare c’è il Villino Ruggeri, fulgido esempio di stile liberty). Infatti a ogni passeggiata o giro in macchina non ci si poteva sottrarre al mio cicaleccio incessante di “Voglio vivere qui! Anzi no qui! Oddio una casa rosa!”. Insopportabile, me lo dico da sola.</p>
<p align="left">Anche se a parte questo e <strong>Piazza del Popolo</strong> non c’è molto altro da vedere, Pesaro rimane una meta che raccomando caldamente, è davvero carina. Ah, se credete che mi sia dimenticata di consigliarvi <strong>il monumento di Arnaldo Pomodoro</strong> sul lungomare vi sbagliate di grosso. Odio Arnaldo Pomodoro.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/05/pesaro.webp" /></p>
<h3>Secondo giorno: Gradara e San Marino</h3>
<p align="left">La mattina abbiamo visitato <strong>Gradara, eletto il Borgo più bello d’Italia del 2018</strong> dalla trasmissione Kilimangiaro. Giusto per la trasmissione, eh. No scherzo, era carino ma insomma ho visto borghi più accattivanti, che vi devo dire. Info di servizio: per visitare il castello, dove hanno vissuto Paolo e Francesca nonché Lucrezia Borgia, chiedono 8 euro. Si paga anche il parcheggio sottostante il borgo, il quale si raggiunge a piedi con una breve camminata.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/05/gradara.webp" /></p>
<p align="left">Per pranzo siamo stati al <strong>Matterello, una piadineria strepitosa appena fuori San Marino,</strong> a cui abbiamo dedicato il pomeriggio. Anche qui si parcheggia fuori dalla città – ops nazione – che poi si raggiunge con degli ascensori o la funivia. Cose che sapevo su San Marino: questi simpaticoni non votano mai per noi all’Eurovision. Cose che ho imparato su San Marino: è piena di armerie e profumerie, è tutta in salita, ci sono molti musei tra cui uno sui vampiri (i famigerati vampiri di San Marino).</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/05/san-marino.webp" /></p>
<p align="left">La sera abbiamo cenato a <strong>Gabicce al Bel Sit</strong>, dove il mio ragazzo ha pensato bene di provare un piatto che considero piuttosto bizzarro per non dire di peggio, non me ne vogliano i pesaresi che l’hanno inventato: si tratta della <strong>pizza Rossini</strong>, la quale è composta da uova e maionese che lui ha messo con tanto amore, componendo un cerchio di ciuffettini neanche fosse panna nella sac a poche. Anche qui, se vi aspettate che ve la consigli, vi sbagliate di grosso (a lui però è piaciuta).</p>
<h3>Terzo giorno: Urbino e Senigallia</h3>
<p align="left">Abbiamo dedicato gran parte della giornata a Urbino, una delle tappe che ho preferito. Urbino è incantevole, piena di scorci da cui ammirare una distesa di tetti rossi che mi ha ricordato certe vedute praghesi.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/05/urbino.webp" /></p>
<p align="left">Ma ora passiamo al sodo, anzi al tartufo: se andate a Urbino non potete perdervi <strong>Tartufi Antiche Bontà, un negozio ma anche un’enoteca, una gastronomia, un locus amoenus, un paradiso.</strong> La proprietaria, solerte e disponibile, ci ha consigliato un vino rosso del Conero che ho preso nonostante il caldo e il fatto che bere a pranzo mi fa venire un gran sonno.</p>
<p align="left">Per fortuna mi sono risvegliata, fisicamente e spiritualmente, <strong>grazie al menù degustazione</strong>: crostini affogati in una crema tartufata, un tagliere di salumi e formaggi semplicemente sublimi che si scioglievano sulla crescia calda (la focaccia marchigiana) insieme a intingoli come aceto balsamico o miele al tartufo… e per finire vino di visciole con cantucci da inzuppare. Il conto finale, poi, è stato una bella sorpresa – in positivo! -.</p>
<p align="left">Satolli, brilli e appagati abbiamo visitato <strong>il Palazzo Ducale</strong>, in parte per cultura, in parte per stare al fresco (che nessuno possa dire che questo non è un blog onesto). Il costo del biglietto è 5 euro, e la visita li vale tutti: per la bellezza della struttura, per la quantità di opere esposte, per la torre e il panorama che si gode dall’alto. Per i souvenir vi consiglio invece di sbirciare da <strong>Montefeltro libri</strong>, un negozio ricco di oggettistica ed edizioni particolari.</p>
<p align="left">Tornando abbiamo fatto un salto alle Marmitte dei Giganti a Fossombrone, che mi hanno ricordato le Gole del Verdon in Francia, facendomi sentenziare che le Marche sono un po’ la Provenza italiana.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/05/marmitte-dei-giganti.webp" /></p>
<p align="left">La sera siamo stati a <strong>Senigallia per il Summer Jamboree</strong>, manifestazione incentrata sulla cultura e la musica americana anni ’40-’50. Nei 12 giorni di durata del festival troverete numerosi concerti e coppie vestite a tema che volteggiano a ritmo di swing.</p>
<p align="left">Se ci andate ma non avete qualcosa di adatto niente paura, perché ci sono sempre gli stand dove acquistare <strong>abiti dalle gonne ampie, Levi’s vintage e bandane di tutte le fogge</strong> (ci sono anche stand mangerecci). L’importante è muoversi per tempo in modo da trovare parcheggio non lontano dal centro pedonalizzato per l’occasione.</p>
<p align="left">La prima parte del tour marchigiano finisce qui, mentre <a href="https://www.aesseresinceri.it/marche-cosa-vedere-in-7-giorni-seconda-parte/" target="_blank" rel="noopener">qui trovate il secondo post</a> sulla <strong>zona del Conero, Recanati, Macerata</strong> e dintorni!</p>
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		<title>Viaggio a Cuba: consigli, costi e cibo &#8211; parte 2</title>
		<link>https://www.aesseresinceri.it/viaggio-a-cuba-consigli-parte-due/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 May 2018 07:57:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giri sinceri]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Viaggio a Cuba: consigli su cosa fare a Cienfuegos, Trinidad e Santa Clara</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.aesseresinceri.it/viaggio-a-cuba-consigli-parte-due/">Viaggio a Cuba: consigli, costi e cibo &#8211; parte 2</a> proviene da <a href="https://www.aesseresinceri.it">Aesseresinceri</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Viaggio a Cuba: consigli su cosa fare a Cienfuegos, Trinidad e Santa Clara</h2>
<p align="left">Dopo la <a href="https://www.aesseresinceri.it/viaggio-a-cuba-consigli-parte-uno/" target="_blank" rel="noopener">prima parte</a> del mio viaggio a Cuba dedicata alle info generali e L’Avana, ecco il secondo articolo incentrato su Cienfuegos, Trinidad e Santa Clara.</p>
<h3>Viaggio a Cuba: arrivo a Cienfuegos</h3>
<p align="left">Il 15 aprile <strong>abbiamo lasciato L’Avana per Cienfuegos</strong>, mettendoci 5 ore di pullman: in realtà la distanza tra le due città non è così lunga, ma 1) le strade sono dissestate – altro che le buche di Roma! – 2) ci siamo fermati 45 minuti per pranzare in un ristorante deciso dall’autista… e indovinate chi è stata male dopo averci mangiato?</p>
<p align="left">Dunque il nostro arrivo a Cienfuegos non è stato dei migliori, ecco. Tuttavia nella sfortuna sono stata fortunata: alloggiavamo infatti in una delle <a href="https://www.tripadvisor.it/Hotel_Review-g609122-d9807544-Reviews-Casa_Particular_Las_Hermanas-Cienfuegos_Cienfuegos_Province_Cuba.html" target="_blank" rel="noopener">casas particulares migliori del viaggio</a>, gestita da Alberto e suo suocero, due persone di <strong>una gentilezza e una disponibilità unica</strong>. Complice quest’atmosfera ovattata, ho dormito 15 ore sfinita dalla stanchezza e il giorno dopo sono tornata come nuova, pronta a esplorare Cienfuegos!</p>
<p align="left">Solo che diluviava.</p>
<p align="left">Per fortuna dopo un’oretta ha smesso, anche se il cielo è rimasto coperto da nuvoloni scuri e minacciosi: eppure vi dirò, meglio così, perché abbiamo deciso di visitare il <strong>Cimitero La Reina</strong>, famoso per le sue sculture neogotiche niente male (nuovamente critica d’arte presso me stessa, lo so). E senza quel cielo plumbeo non avrei scattato foto dall’aspetto così appropriatamente drammatico:</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/05/cimitero-la-reina.webp" /></p>
<p align="left">Dopo abbiamo visitato il centro di Cienfuegos, anch’esso patrimonio Unesco come quello dell’Avana ma decisamente più raccolto. I principali siti d’interesse si trovano infatti intorno alla <strong>piazza principale Jose Martì</strong>, dove sorgono il <strong>Teatro Tomas Terry</strong>, la <strong>Catedral de la Purisima Concepcion</strong>, la <strong>Casa de la Cultura Benjamin Duarte</strong> (un palazzo neoclassico con terrazza panoramica) e infine <strong>l’Arco di Trionfo</strong>: questo perché Cienfuegos è l’unica città cubana a essere stata fondata dai francesi invece che dagli spagnoli (infatti presenta anche uno stile molto coloniale ed elegante, tanto da valerle il soprannome di “Perla del Sud”). Non c’è molto altro da fare nella cittadina, tuttavia i suoi palazzi neoclassici e in generale la sua atmosfera rilassata me l’hanno fatta apprezzare parecchio.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/05/arco-di-trionfo.webp" /></p>
<p align="left">Nel pomeriggio siamo andati sul Paseo del Prado, la via principale di Cienfuegos che si tramuta in seguito nel <strong>Malecòn (il lungomare)</strong>. Proseguendo sempre dritti per circa 2 km si arriva alla <strong>Punta Gorda</strong>, zona in cui si trovano delle casette bellissime (avrei voluto trasferirmi in tutte) e ville art noveau come il <strong>Palacio Azùl</strong>, o ancora l’arabeggiante <strong>Palacio de Valle </strong>(non disdegno neanche queste due come possibili dimore, vi dirò). Noi ci siamo accontentati perlomeno di visitare quest’ultima villa (l’entrata è gratis) e prendere un mojito sulla terrazza.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/05/punta-gorda.jpg" /></p>
<p align="left">Dopo siamo andati sull’estremità della Punta Gorda per ammirare il tramonto con in mano un bicchiere di rum e questo pensiero in testa: “E chi c’ammazza?”. Una degna conclusione per il nostro ultimo giorno a Cienfuegos.</p>
<h3>Dove mangiare a Cienfuegos</h3>
<h4 class="articoli-h4">Los Complacientes</h4>
<p align="left">Se volete <strong>spendere poco, mangiare tanto e bene in un’atmosfera conviviale</strong>, allora Los Complacientes fa per voi. I prezzi e i piatti sono esposti in una tabella all’ingresso, ma già buttare un’occhiata dentro e vedere che il ristorante è frequentato solo da locali dovrebbe essere una garanzia.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/05/Los-Complacientes.webp" /></p>
<h4 class="articoli-h4">Paladar Aché</h4>
<p align="left">In questo locale si mangia essenzialmente <strong>carne di diversi tipi e cotta in vari modi</strong>. Io ho preso una bistecca di maiale con aglio e cipolla giusto per avere un alito sopraffino, mentre il mio ragazzo ha preso una sorta di porchetta. Entrambi i piatti erano decisamente buoni e la carne particolarmente morbida, i prezzi a portata di mano, ma il motivo per cui ricordo con affetto il ristorante è soprattutto questo:</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/05/pina-colada.webp" /></p>
<p align="left">Volevo una <strong>piña colada nell’ananas</strong> già da prima di partire per Cuba: era l’obiettivo primario della vacanza. Quello secondario era di farmi una foto in riva al mare mentre bevevo da una noce di cocco. Ci sarò riuscita? Continuate a leggere per scoprirlo&#8230;</p>
<h3>Cascate del Nicho + Trinidad</h3>
<p align="left">La mattina dopo un tassista ci ha portati da Cienfuegos fino alle <strong>Cascate del Nicho </strong>(distanza: un’ora e un quarto circa), le quali si trovano all’interno del parco naturale Topes de Collantes (nome che mi provoca parecchia ilarità, in quanto mi fa pensare a topi che indossano dei collant). Abbiamo avuto un paio d’ore a disposizione per goderci le cascate prima di ripartire alla volta di Trinidad, accompagnati sempre dallo stesso autista. L’ingresso al parco <strong>costa 5 CUC a testa</strong>, davvero niente se considerate la bellezza del posto.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/05/cascate-del-nicho.webp" /></p>
<p align="left">Finita la gita siamo arrivati a Trinidad in un’ora e un quarto. Per spiegarvela in due parole, vi dirò che è la <strong>Burano cubana</strong>. Solo che non è un’isoletta e non ha i canali. Ma ha le case colorate, direi che è abbastanza per compararle. Sto per dire qualcosa di lezioso ma veritiero al riguardo, stile travel blogger tutta frizzi e lazzi: la cosa migliore da fare a Trinidad è perdersi tra le viuzze del centro, girovagando senza meta.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/05/trinidad-scaled.jpg" /></p>
<p align="left">Come a Cienfuegos, infatti, anche il centro di Trinidad è patrimonio Unesco e si gira in un’oretta circa: le tappe imperdibili sono <strong>l’Iglesia Santissima Trinidad</strong>, <strong>Palacio Brunet</strong> e <strong>Plaza Mayor</strong>, sede di una scalinata ricoperta di fiori stile Piazza di Spagna (oggi vado forte con i paragoni Italia – Cuba). Qui troverete anche <strong>La Casa della Musica</strong>, uno spazio all’aperto dove ascoltare – chi l’avrebbe mai detto – musica, ballare e bere. Dalle 21,00 c’è il biglietto d’ingresso di 1 CUC.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/05/Plaza-Mayor.webp" /></p>
<p align="left">La mattina seguente abbiamo scalato una montagna. Ok, era al massimo un montarozzo, solo che la scalata è sembrata quella di una montagna, data la fatica dovuta al caldo micidiale. La vista mozzafiato che si godeva dalla cima (e una bottiglia d’acqua tracannata sgraziatamente) hanno ripagato lo sforzo. Nel pomeriggio abbiamo visitato la <strong>Valle de los Ingenios </strong>(patrimonio Unesco): trattasi di una valle verde che un tempo costituiva il fulcro dell’attività agricola cubana.</p>
<p align="left">Per arrivare si può prendere <strong>l’antico treno a vapore</strong> che impiega circa 1h da Trinidad – 10 cuc a testa – o spendere 15 cuc andandoci con un taxi, come abbiamo fatto noi. Anche se parlare di taxi non è propriamente corretto, in quanto il nostro mitico autista Piña (sì, proprio come la piña colada! Non potevo non volergli bene) ci ha scarrozzati in giro con una jeep della seconda guerra mondiale mezza russa e mezza coreana.</p>
<p align="left">Con questo peculiare mezzo di trasporto abbiamo fatto tappa prima a <strong>due antiche tenute coloniali</strong> (la più nota e turistica si chiama Manaca-Iznaca) dove un tempo gli schiavi lavoravano alle piantagioni di canne da zucchero, poi abbiamo fatto una visita guidata a un <strong>ex-zuccherificio</strong> a metà strada tra una costruzione steampunk e un parco giochi. Ah, e abbiamo assaggiato <strong>il succo di canna da zucchero</strong>: la bevanda della vita. Dolce ma dissetante al tempo stesso, non so come sia possibile ma so che vorrei scorte infinite di questo succo anche in Italia.</p>
<p align="left">La gita si è conclusa a un <strong>mirador</strong>, dove insieme a una birra fresca ci siamo goduti il panorama sulla Valle e lo shooting zarrissimo di una ragazza per la sua Quinceañera, ossia la festa dei 15 anni che nei paesi latino-americani è molto sentita.</p>
<p align="left"><strong>Il giorno dopo è stato il più difficile della vacanza</strong>, se non della mia vita. La mia prima volta a cavallo: non è facile affrontarla sotto il sole cocente, senza crema solare (l’avevamo finita proprio quella mattina e non c’è stato il tempo di ricomprarla. Ho “rimediato” mettendo il fondotinta sulle braccia; nessuno può dirmi che non posseggo spirito d’inventiva), col cavallo che su quelle strade dissestate si metteva a trottare come un pazzo incurante dei miei comandi decisi e fermi (“che minchia faiiii”), causandomi non pochi dolori al deretano nonché lo scherno di tutta la compagnia. Ma, complici un pit-stop a una cascata e uno per il pranzo, alla fine posso dichiarare di essermi persino divertita durante questa benedetta via crucis escursione. Anche se dalla foto qui sotto non si direbbe.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/05/gita-a-cavallo.webp" /></p>
<h3>Dove mangiare a Trinidad</h3>
<h4 class="articoli-h4">El Ranchon</h4>
<p align="left">Semplicemente <strong>IL locale</strong> dove mangiare a Trinidad. L’ho trovato su TripAdvisor e per le 3 sere in cui siamo rimasti in città abbiamo sempre cenato lì. Del resto, perché scegliere un altro ristorante quando dal Ranchon puoi mangiare <strong>un’aragosta deliziosa a 10 cuc</strong> (circa 8 €) e bere i mojitos preparati con la ricetta segreta di José, ovvero il cuoco-proprietario del locale che ci ha fatti sentire come a casa? Ve lo consiglio davvero caldamente. Ha anche delle camere molto pulite e accoglienti, nel caso cercaste un posto dove soggiornare a Trinidad.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/05/el-ranchon.webp" /></p>
<h4 class="articoli-h4">San Francisco</h4>
<p align="left">Una volta a pranzo abbiamo tradito El Ranchon per quest’altro ristorante: del resto faceva <strong>la ropa vieja</strong>, e IO AMO LA ROPA VIEJA. Buona quella al manzo, ma quella all’agnello mi ha rubato il corazòn. Ottimo anche il gazpacho. L’unica nota negativa erano i discutibili piatti di pasta presenti sul menù, che colpo al cuore per un italiano very.</p>
<h3>Arrivo a Santa Clara, la città della rivoluzione</h3>
<p align="left">Tre ore di Viazul da Trinidad e siamo arrivati a Santa Clara, nota per essere <strong>la città della rivoluzione e del Che</strong>. Presente come vi ho detto che Cienfuegos e Trinidad si girano in pochissimo? Ecco, Santa Clara si vede in meno tempo ancora. Davvero, in 3 ore ve la siete sbrigata.<strong> Mausoleo di Che Guevara più museo dedicatogli?</strong> 10 minuti. Anche perché ci vuole coraggio a chiamarlo museo, si tratta di uno stanzone con alcuni oggetti usati dal Che. L’ingresso è gratis ma per entrarci dovete lasciare zaini e borse al guardaroba che comunque si paga.</p>
<p align="left">Dopo siamo stati al <strong>Monumento al Treno Blindato </strong>(la visita costa 2 cuc a testa se non sbaglio), il quale commemora l’assalto dei rivoluzionari del Che contro un treno che trasportava i soldati di Batista. Una passeggiata al Boulevard del centro per vedere <strong>il Parque Vidal, il Palacio Provincial e il Teatro La Caridad</strong> e voilà, Santa Clara is over.</p>
<p align="left">Avendo perciò parecchio tempo libero ne abbiamo approfittato per comprare i sigari da riportare come souvenir, acquistandoli a <strong>La Veguita</strong>, negozio della fabbrica di tabacco Constantino Perez. Troverete marche famose come Montecristo oppure Romeo e Giulietta, ma dato che si reperiscono anche in Italia abbiamo optato per i <strong>sigari Quintero</strong>. La Veguita vende anche rum, miscele di caffè e miele.</p>
<h3>Dove mangiare a Santa Clara</h3>
<h4 class="articoli-h4">Cafe-Museo Revolucion</h4>
<p align="left">Non è solo un locale hipster come ne puoi trovare al rione Monti a Roma, è anche <strong>l’unico cafe-museo di Cuba</strong>! Al suo interno contiene infatti una miriade di reperti riguardanti la Rivoluzione cubana e ovviamente Che Guevara. È l’ideale per uno spuntino veloce, una merenda o un drink dopo cena.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/05/Cafe-Museo-Revolucion.webp" /></p>
<h4 class="articoli-h4">Beny y Roberto</h4>
<p align="left">Oltre a essere un ottimo ristorante, <a href="https://www.tripadvisor.it/Hotel_Review-g671534-d5849250-Reviews-Beny_and_Roberto_Bed_Breakfast-Santa_Clara_Villa_Clara_Province_Cuba.html" target="_blank" rel="noopener">Beny y Roberto</a> corrisponde anche alla <strong>casa particular in cui abbiamo alloggiato a Santa Clara</strong>. Ariosa, luminosa e pulita, la casa ospita anche un cortile interno adorabile, così come lo sono i proprietari. Noi abbiamo deciso di approfittare della colazione e della cena (il prezzo non è incluso nella camera ma risulta comunque basso), non rimanendo affatto delusi: per cena abbiamo preso un agnello stufato e una “res picada”, un piatto composto da carne macinata, peperoni, pomodori, aglio e spezie. Ah, più un daiquiri fenomenale!</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/05/Beny-y-Roberto.webp" /></p>
<h3>Cayo Santa Maria</h3>
<p align="left">Prima di ripartire per L’Avana da dove avremmo preso l’aereo di ritorno per Roma, abbiamo trascorso due giorni al <strong>resort Starfish a Cayo Santa Maria</strong>. Volevamo farci due giorni di solo mare, e l’agenzia di viaggi ci aveva consigliato come zona più comoda per noi quella di Cayo Santa Maria.</p>
<p align="left">Cercando su Booking il resort meno peggio sembrava questo Starfish, il quale in effetti si è rivelato mediocre come ci aspettavamo. Direte voi: e allora perché andarci? Innanzitutto i resort sono dozzinali e gestiti male in tutta Cuba, seconda cosa avevamo pensato – a ragione – che dopo 10 giorni di sali e scendi dai pullman, escursioni e quant’altro saremmo stati parecchio stanchi, tanto da apprezzare <strong>la totale nullafacenza tipica dei resort</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/05/cayo-santa-maria.webp" /></p>
<p align="left">Solo che <strong>il cibo al buffet era alquanto terribile</strong> (intrugli intrugliosi affogati in salse salsose; inoltre i “piatti” erano spaventosamente simili tra loro sia a colazione che a pranzo e cena), i cocktail erano zuccherosi e annacquati, infine le camere delle casas particulares in cui siamo stati erano molto più pulite di quella dell’hotel (che si proclamava a 5 stelle, tra l’altro).</p>
<p align="left">Il tutto condito da turisti chiassosi che veleggiavano nella sala ristorante con piatti piramidali composti da fajitas di pollo, bacon, insalate di pasta e “pecorino italiano” – anche a colazione, sì -, con in sottofondo i camerieri che rompevano i bicchieri ogni tre per due. Se David Foster Wallace avesse alloggiato allo Starfish ci avrebbe ambientato il seguito di <strong>Una cosa divertente che non farò mai più</strong>. Nonostante ciò siamo riusciti a riposarci, ho ottenuto un’abbronzatura favolosa, ho fatto la stereotipatissima foto con la noce di cocco in mano, e infine abbiamo preso l’esperienza come una sorta di indagine sociologica, quindi chissene dei lati negativi. Però se andate a Cuba e volete trascorrere dei giorni di mare, vi consiglierei semplicemente di prendere <strong>una casa particular in una bella zona evitando questo genere di hotel</strong>.</p>
<p align="left">In conclusione descriverei Cuba come bellissima anche se un po’ faticosa; comunque sia voglio decisamente ritornarci <strong>per visitare altre zone (ma non altri resort)</strong>. Spero che i post che ho scritto vi possano essere utili in caso decidiate anche voi di visitarla!</p>
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		<title>Viaggio a Cuba: consigli, costi e cibo &#8211; parte 1</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Apr 2018 08:36:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giri sinceri]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Viaggio a Cuba: consigli su cosa vedere, cosa portare e soprattutto cosa mangiare in 12 giorni</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.aesseresinceri.it/viaggio-a-cuba-consigli-parte-uno-2/">Viaggio a Cuba: consigli, costi e cibo &#8211; parte 1</a> proviene da <a href="https://www.aesseresinceri.it">Aesseresinceri</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Viaggio a Cuba: consigli su cosa vedere, cosa portare e soprattutto cosa mangiare in 12 giorni</h2>
<p align="left">Odio i post di viaggio con incipit lunghissimi, vagamente sognanti e assolutamente non necessari per il lettore: “l’odore della salsedine… le emozioni di scoprire un nuovo angoletto di mondo… viaggiare ti arricchisce…”. Grazie lo so, adesso passiamo al sodo e dimmi cosa hai fatto e dove hai mangiato. Perciò in questa prima parte del mio viaggio su Cuba parto subito a bomba con <strong>i consigli generali per il viaggio e quelli specifici per l’Avana</strong> (mentre la seconda parte la trovate qui e parla di Cienfuegos, Trinidad e Santa Clara).</p>
<h3>Viaggio a Cuba: consigli generali</h3>
<p align="left">Ho visitato Cuba col mio ragazzo dal 12 al 24 aprile; se per il volo ce la siamo cavata da soli prenotandolo tramite il sito di Iberia, per alcuni documenti relativi al viaggio e gli alloggi ci siamo rivolti all’<a href="https://www.pamperoviaggi.com/" target="_blank" rel="noopener">agenzia Pampero Viaggi</a> – trovata scandagliando lnternet -, la quale propone diversi tour di Cuba. Noi abbiamo scelto quello classico con <strong>L’Avana, Cienfuegos, Trinidad e Santa Clara (10 giorni)</strong>, decidendo inoltre di aggiungere 2 giorni in più di mare a <strong>Cayo Santa Maria</strong>.</p>
<h4 class="articoli-h4">Documenti per Cuba</h4>
<p align="left">Oltre al passaporto, sono obbligatori il <strong>visto turistico</strong> (valido 30 giorni) e una <strong>polizza di viaggio medico-sanitaria</strong>. Noi li abbiamo presi appunto tramite l’agenzia di viaggi (volendo il visto si può anche prendere all’ambasciata cubana) pagando 55 € per entrambi.</p>
<h4 class="articoli-h4">Dove dormire a Cuba</h4>
<p align="left">abbiamo sempre soggiornato nelle <strong>casas particulares</strong> gestite dai locali ma consigliateci dall’agenzia, alla quale abbiamo versato una piccola commissione prima di partire, mentre abbiamo pagato le camere direttamente sul posto. La somma per le camere si aggira sui <strong>20 CUC a notte</strong> (non a testa eh! Per entrambi!), prezzo in cui non è inclusa la colazione, che di solito costa 4 CUC, 5 se volete aggiungere le uova oppure prosciutto e formaggio. Tramite Booking abbiamo invece prenotato il resort Starfish a Cayo Santa Maria.</p>
<h4 class="articoli-h4">Come spostarsi a Cuba</h4>
<p align="left">Ci sono varie opzioni per spostarsi a Cuba. Potete scegliere <strong>i taxi privati (ma costano molto), i taxi collettivi oppure i pullman</strong>. Noi abbiamo scelto quest’ultimi, prenotando direttamente i biglietti dall’Italia sul sito della <strong>compagnia Viazul</strong> (oltre a questa ci sono anche la Transgaviota o la Transtur), con cui ci siamo trovati abbastanza bene, a parte per l’aria condizionata a palla – portatevi sempre una felpa! -. Tuttavia col senno di poi abbiamo capito che sarebbe stato meglio viaggiare con i taxi collettivi: la differenza di prezzo non è poi così alta, i viaggi durano di meno – anche perché non ci si ferma a pranzo dove dice l’autista del pullman – e infine conosci un sacco di persone. Certo i taxi collettivi si devono prenotare in loco ma non è affatto difficile trovarli.</p>
<h4 class="articoli-h4">Valuta cubana</h4>
<p align="left">A Cuba esistono due valute parallele, il <strong>CUC o Peso Convertibile</strong> (dedicata ai turisti) il cui valore è ancorato al dollaro (1CUC = 1$) e il CUP, o Peso Cubano / Moneda Nacional (dedicata ai residenti), il cui valore è 1/25 di CUC. La regola è che se su una faccia della banconota o della moneta c’è un monumento, allora stiamo parlando dei CUC; se altrimenti è presente un volto si tratta di CUP. Sulle banconote, inoltre, è scritto in maniera evidente “PESOS CONVERTIBLES”.</p>
<p align="left">Considerato che il POS per effettuare pagamenti elettronici ha una diffusione pressoché nulla, è necessario munirsi di una buona quantità di valuta locale in contanti. Per farlo esistono due possibilità: effettuare un ritiro presso un <strong>cajero automático</strong>, pagando una commissione sull’operazione oltre che sulla conversione, oppure andando a una <strong>Cadeca – Casa de Cambio</strong>, dove è possibile effettuare la conversione di denaro (e dove è necessario essere in possesso del passaporto nonché di un po’ di pazienza per l’eventuale coda all’ingresso).</p>
<h4 class="articoli-h4">Clima</h4>
<p align="left">Ad aprile a Cuba troverete un <strong>clima decisamente caldo </strong>(tipo agosto da noi). Abbiamo incontrato la pioggia solo una mattina a Cienfuegos e una a Cayo Santa Maria, ma in un’oretta il tempo era già migliorato; solo che per un paio di sere l’aria si era rinfrescata rendendo necessaria una giacca o un maglioncino leggero da mettere sopra gli altri vestiti. In generale si sconsiglia di partire da maggio fino a ottobre a causa della stagione delle piogge, ma so di alcune persone che pur trovandosi a Cuba in quel periodo non sono incappate in tale problema. Del resto, come ci ha detto il proprietario della nostra casa a Cienfuegos, periodo delle piogge a Cuba vuol dire che piove ogni giorno per un’ora o due.</p>
<h4 class="articoli-h4">Consigli generali</h4>
<p align="left">Mettete sempre <strong>la protezione solare alta</strong> a mamma, anche per girare in città. Mettetevela più volte al giorno altrimenti vi scottate come è successo a una persona che conosco e che non sono assolutamente io.<br />
A L’Avana scordatevi le scarpe aperte perché è molto più polverosa e sporca delle altre città che abbiamo visitato, ergo coi sandali vi sporchereste i piedi in men che non si dica.</p>
<p align="left">Per i <strong>souvenir</strong> ricordatevi che potete riportare a casa non più di 50 sigari e 3 bottiglie di Rum a testa (ma se fai scalo agli aeroporti di Parigi o Madrid ti fanno passare al massimo una bottiglia di Rum a mano, purché sia nella busta di sicurezza e ci sia lo scontrino). I sigari è meglio comprarli nelle <strong>Case del Tabacco </strong>che troverete in ogni città (altrimenti rischiate la fregatura), mentre il Rum si può prendere nei minimarket locali chiamati <strong>tiendas</strong>, nelle <strong>Case del Ron</strong> – anche queste stanno in ogni città – oppure negli <strong>aeroporti</strong>. Ci avevano detto infatti che in quest’ultimi e negli hotel i prezzi delle bottiglie erano molto più alti, eppure nell’aeroporto di Cuba abbiamo comprato un Rum Selecciòn de Maestro che costava come quello preso in tienda.</p>
<p align="left">L’ultima info concerne le <strong>interazioni con i locali</strong>: prima di partire avevo letto molti siti e blog che facevano terrorismo psicologico riguardo alla “tremenda insistenza” dei cubani per venderti la qualunque per strada. Sì, è vero, in particolare a L’Avana troverete molte persone pronte a chiedervi se vi serve un taxi o altro, ma basta dirgli “No, gracias!” e loro smettono immediatamente di insistere. È esattamente come passeggiare al centro di Roma con i buttadentro dei ristoranti che provano a farvi sedere per mangiare una carbonara scotta; insomma quello che avevo letto prima della partenza mi è sembrato davvero esagerato.</p>
<p align="left">Ok, abbiamo espletato la parte più noiosa. E ora via con la descrizione dei giorni a L’Avana!</p>
<h3>L’Avana – Giorno 1</h3>
<p align="left">Siamo arrivati a L’Avana alle 10 di sera dopo <strong>più di 12 ore di viaggio</strong>, quindi capirete bene che le prime ore trascorse nella capitale di Cuba sono state di natura soporifera, nonostante il jet-lag (“ehi mi sento proprio fresca e riposata, devono essere le 8 di mattina!”. Erano le 3 di notte, avevo dormito due ore). Finalmente è suonata la sveglia, e questo significava una cosa sola: <del datetime="2023-05-06T08:35:33+00:00">esplorare la città</del> CIBO. Avevo letto che le colazioni nelle casas particulares cubane sono un trionfo di frutta fresca e diamine se volevo tuffarmi in un piatto di lussureggianti frutti tropicali. Non sono stata delusa. Inoltre ho assaggiato <strong>il succo al mango e quello al tamarindo</strong>: così buoni che me li sogno la notte.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/05/dsc_16551.webp" /></p>
<p align="left">Dopo la colazione la padrona della casa ci ha fatto una breve lezione intitolata “come non farvi fregare”, peccato che ci abbia fregati lei per prima, vendendoci le card per connetterci a Internet a 2 CUC invece di 1. Era la prima volta che le acquistavamo, dunque non ci siamo resi subito conto del bagarinaggio: eppure bastava dirlo, probabilmente le avremmo acquistate lo stesso a quel prezzo per evitarci la fila all’<strong>Etecsa</strong> dove solitamente si comprano.</p>
<p align="left">Dopo quest’infausto inizio, siamo usciti per girare la città, dedicandoci alla zona del centro, dove troverete il <strong>Capitolio o Campidoglio</strong>, <strong>l’hotel Inglaterra </strong>(dove è stato Hemingway – ma se andate a Cuba scoprirete presto che Hemingway ha fatto una sorta di apparizione mariana in tutte le bettole dell’isola) e il <strong>Paseo del Prado</strong>, una lunga via alberata che porta al <strong>Museo della Revoluciòn</strong>. L’ingresso al Museo è di 8 CUC, ma visitandolo non aspettatevi di capire qualcosa in più sulla rivoluzione cubana e sulle sue cause scatenanti, quanto di trovare un’autocelebrazione smaccata e tronfia che Kanye West levati. Nonostante ciò (o forse proprio grazie a questo) la visita risulta comunque istruttiva.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/05/img-20180502-wa0005.webp" /></p>
<p align="left">Dopo ci siamo diretti verso la zona <strong>Habana Vieja</strong>, dichiarata Patrimonio Unesco. Qui troverete un giusto compendio tra L’Avana autentica e quella turistica: facciate decadenti ma variopinte, macchine d’epoca a cui ho scattato decisamente troppe foto, nonché locali iconici come <strong>Il Floridita e La Bodeguita del Medio</strong> (indovinate chi era solito frequentare quest’ultimo?), dove non siamo entrati perché c’era troppa fila e insomma, i daiquiri o i mojito si trovano altrettanto buoni anche in altri posti e soprattutto a un prezzo minore.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/05/dsc_1784.webp" /></p>
<p align="left">Abbiamo invece fatto tappa in tutte le piazze principali della zona, come <strong>Plaza de Armas</strong>, famosa per il mercatino di libri usati e il gigantesco albero di ceiba, <strong>Plaza Vieja</strong>, coi suoi palazzi ristrutturati e i negozi di marche famose, <strong>Plaza de San Francisco de Asís</strong> dove c’è l’omonimo convento, e infine <strong>Plaza de la Catedral</strong> che si chiama così perché effettivamente c’è una cattedrale niente male (sono critica d’arte presso me stessa).</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/05/dsc_1300.webp" /></p>
<p align="left">Dopo abbiamo visto la <strong>Chiesa Russa Ortodossa</strong>, che si trova sul lungomare non lontano da Plaza de San Francisco de Asìs, e siamo incappati in due delusioni: il <strong>Castillo de la Real Fuerza</strong> e il <strong>Centro d’arte Wifredo Lam</strong>. La visita a entrambi i luoghi costa poco ma davvero non vale la pena visitarli, c’è poco o nulla all’interno; nello specifico 4 monete d’oro più il modello di una nave nel Castillo e delle foto appiccicate con lo scotch alle pareti del Centro Wifredo Lam. Ah no, c’era anche un video (ma la tv non funzionava) e delle installazioni elettriche (ma avevano subito un guasto).</p>
<p align="left">Praticamente valevano il prezzo del biglietto solo per andare al bagno, perché sappiate che a Cuba dovrete andarci SEMPRE: fa caldo, molto caldo, ergo berrete come cammelli e finirete per diventare esperti di bagni cubani ad honorem. <strong>Preparate gli spicci</strong> perché solitamente in ogni toilette c’è una signora all’ingresso che li richiede: in cambio vi darà un pezzetto di carta igienica. Ma non sempre.</p>
<h3>L’Avana – Giorno 2</h3>
<p align="left">Dopo aver ingurgitato nuovamente ingenti quantità di frutta per colazione, ci siamo diretti verso il <strong>Vedado</strong>, quartiere ricco di casette basse, coloratissime e col giardino. Detta così sembra di stare in Florida, ma tranquilli, lo spirito autentico genuino ecc. ecc. di Cuba è perfettamente presente anche qui.</p>
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<p align="left">Certo poi appaiono dal nulla torri mastodontiche o hotel imponenti come il <strong>celebre Nacional</strong> (toh anche qui c’è stato Hemingway) ma il contrasto risulta interessante.</p>
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<p align="left">Qua non ho molti consigli su cosa fare di preciso, basta girare un po’ e godersi la zona. Tuttavia se siete smaniosi e poco portati al vagabondaggio senza meta, non lontano dal Vedado si trova la celebre <strong>Plaza de la Revoluciòn</strong> con l’immagine di Che Guevara.</p>
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<p align="left">Sulla strada verso casa siamo passati in un batter d’occhio dal comunismo al consumismo entrando in un <strong>centro commerciale cubano</strong>. Un’esperienza cacofonica e mistica che vi farà rivalutare il vostro personale concetto di “casino”.</p>
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<p align="left">La sera siamo stati alla <strong>Cerimonia della Cannonata (Canonazo)</strong>. Inizia alle 21, ma cercate di essere lì un’oretta prima o finirete per vedere la cerimonia dai cellulari delle persone davanti come ho fatto io. La mattina dopo abbiamo lasciato L’Avana per Cienfuegos, ma non prima di esserci nuovamente rimpinzati di frutta.</p>
<h3>Dove mangiare a L&#8217;Avana</h3>
<h4 class="articoli-h4">Hanoi</h4>
<p align="left">Nonostante si trovi in pieno centro, il ristorante Hanoi è un vero e proprio rifugio dal caos dell’Avana. Certo, dovete amare le canzoni stile Besame mucho dal vivo, ma vi assicuro che dopo un po’ che vi trovate a Cuba ci fate il callo (alla musica reggaeton no invece). Comunque sia il cibo buonissimo compensa tutto, così come <strong>i mojitos spettacolari ad appena 2 CU</strong>C. Eravamo in quattro e abbiamo speso solo 68 CUC in tutto, il che non è niente male considerando gli svariati mojitos e daiquiri (ehm), le grigliate di pesce e le frittelle di malanga (una specie di patata) che abbiamo preso.</p>
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<h4 class="articoli-h4">La Concordia</h4>
<p align="left">Vi consiglio di andare in questo ristorante nel <strong>Barrio Chino</strong> di sera, in modo da mangiare sulla loro terrazza panoramica. Abbiamo preso maiale con ananas (la cucina cubana presenta alcune somiglianze con quella cinese. Una volta ho anche preso del riso fritto il cui sapore ricordava quello cantonese) e la mia adorata ropa vieja, piatto consistente in straccetti di agnello o manzo con una salsa di pomodori, peperoni, cumino – a Cuba vanno pazzi per il cumino – e altre spezie. I prezzi sono medio-bassi.</p>
<h4 class="articoli-h4">La Guarida</h4>
<p align="left">Questo ristorante è tra i più noti di Cuba e si trova proprio di fronte a La Concordia (poverini, devono fronteggiare un rivale mica da poco). È più blasonato e costoso della media dei locali cubani, ma vale davvero la pena andarci. Anche qui infatti c’è una bella vista sulla città, gli interni sono Instagram Approved così come il cibo, che è anche buono da morire.</p>
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<p align="left">Mi azzardo a dire delle parole forti, preparatevi: e cioè che alla Guarida ho mangiato <strong>la migliore ropa vieja e il miglior tortino al cioccolato</strong> della mia vita. Per quanto riguarda le bevande abbiamo preso un Ron Collins (cocktail a base di rum, lime e zucchero) e un Mojito ottimi.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/05/Piatti-de-La-Guarida-Cuba.jpg" /></p>
<h4 class="articoli-h4">Nely’s Burger</h4>
<p align="left">Questo locale stava proprio dietro alla nostra casa particular e ne abbiamo approfittato più volte per fare un pasto veloce, saporito e a poco prezzo. Come suggerisce il nome, nel locale troverete diverse tipologie di panini ma anche <strong>piatti più elaborati</strong> (ropa! vieja!), il tutto in una cornice che ricorda quella dei diner americani. Inoltre fanno un favoloso succo alla guayaba (frutto dal colore rosa e ricco di vitamina C) e i ragazzi che lo gestiscono sono simpaticissimi.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.aesseresinceri.it/wp-content/uploads/2023/05/dsc_13641.webp" /></p>
<p align="left">Per mangiare qualcosa ancora più al volo potete invece arrangiarvi con <strong>una pizzetta al formaggio e una bevanda fresca </strong>in uno dei tantissimi ristori lungo la strada. Queste botteghe sono ricavate dagli affacci delle abitazioni sulle vie e tengono in bella vista una tabella dei prezzi (in CUP) dei prodotti che offrono, quindi mangiare qualcosa qui vuol dire spendere davvero pochissimo (in ogni caso, per ragioni igieniche, è consigliabile consumare pietanze cotte al momento quali le pizze o le tortillas).</p>
<p align="left">Infatti la valuta più utilizzata durante il soggiorno è certamente quella convertibile, ma possedere della <strong>moneta nazionale</strong> può consentirvi di effettuare acquisti negli esercizi frequentati solitamente dai cubani, risparmiando parecchio. Allo stesso modo del cibo, avere pesos cubani consente di rifornirsi nei mercati e nei negozi che praticano prezzi “locali”.</p>
<p align="left">Il diario di viaggio continua al prossimo post con i consigli su Cienfuegos, Trinidad e Santa Clara!</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.aesseresinceri.it/viaggio-a-cuba-consigli-parte-uno-2/">Viaggio a Cuba: consigli, costi e cibo &#8211; parte 1</a> proviene da <a href="https://www.aesseresinceri.it">Aesseresinceri</a>.</p>
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